FUTURA. CHE NE SARÀ DI NOI, DEGLI ALTRI, DEL PIANETA

6 settembre 2021

Continua l’estate al Museo Novecento con il ciclo di incontri FUTURA. Che ne sarà di noi, degli altri, del pianeta, una serie di lectures nel chiostro delle ex Leopoldine.

Il ciclo di incontri intitolati FUTURA. Che ne sarà di noi, degli altri, del pianeta, a cura del Direttore Sergio Risaliti nasce con l’intento di chiedere a artisti, architetti, scrittori, scienziati, filosofi, psicologi, esponenti del mondo religioso e della ricerca spirituale, economisti e imprenditori quale saranno le scelte da fare per affrontare il futuro e rimediare se possibile agli errori del passato. Quale cambiamento sarà possibile, quale responsabilità avremo di fronte alla madre terra e ai popoli. Possiamo parlare di nuovo umanesimo? Quale sarà il suo nuovo paradigma? Potremo ancora pensare l’uomo al centro dell’universo? Quale sarà il ruolo della donna nella gestione della geopolitica e del cambiamento? Quale sarà il destino delle moltitudini e dei poveri della terra? Che posto avrà il desiderio di bellezza? Quali saranno gli strumenti della giustizia e dell’uguaglianza di fronte al dominio della tecnica e alla richiesta del potere sempre più guidato dallo sfruttamento e dal profitto? Che ne sarà dei corpi e dell’anima nella ultima frontiera dell’evoluzione virtuale? Che fine farà la trascendenza e dove sfocerà la conoscenza oltre l’esperienza del reale? Cosa ne faremo degli scarti e per quanto potremo abusare delle risorse? Quale destino attende l’ecosistema, il futuro dell’ambiente naturale? E sul piano locale, come gestiremo il patrimonio, che aspetto assumeranno le città, che ruolo avrà l’architetto nella ricostruzione delle relazioni sociali, della vita quotidiana e della distribuzione dei servizi e del tempo libero? Sono questi alcuni degli snodi concettuali da cui dipenderà il destino del pianeta e dei suoi abitanti, quello dell’Italia e di Firenze, in un mondo che sta uscendo dalla crisi pandemica.

“Il tempo della pandemia, tempo dell’angoscia e della sofferenza, della malattia e della convalescenza, non è ancora terminato. Stiamo però vivendo il tempo della speranza e della rinascita” – commenta Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento. – “La crisi sanitaria ed economica globale ha messo in luce le falle della globalizzazione, si è parlato allora di cambiamento, della necessità di rivedere i modelli di sviluppo e di sfruttamento, quelli di convivenza e di relazione, la mobilità e il turismo di massa, l’organizzazione sociale e quella sanitaria delle nostre città. Pensare il futuro significa ripensare il passato; immaginare il futuro significa immaginare diversamente il passato.”

Futura si propone come un ciclo di incontri e un laboratorio del pensiero neo-umanistico che ha un inizio e non prevede una fine. Come ha scritto Gilles Deleuze, non c’è modo di fare il punto, serve invece tracciare delle linee, sperimentare traiettorie.

⇒venerdì 10 settembre ore 18.30, Presentazione del libro Pensare Oltre di Marco Senaldi. Come può la riflessione filosofica aiutarci oggi che conviviamo con la pandemia? Se il pensiero filosofico serve a qualcosa, è a permetterci di vedere ciò che in prima battuta resta nascosto sotto i contenuti stessi del dibattito: virtualità, scuola, ambiente, vaccini, tempo, spazio, sono tutti temi che la pandemia ci costringe a ripensare. Un viaggio che, attraverso esempi concreti ci aiuta a capire il momento che stiamo attraversando.Davanti all’attuale scenario pandemico, uno strumento utile per affrontare le domande che ci stiamo ponendo può essere la filosofia. Il compito di quest’ultima non consiste nell’immaginare panorami futuri, ideare utopie o, al contrario, richiamare a un realistico senso di responsabilità: ma nel renderci consapevoli dell’ostacolo che non riusciamo a vedere, e nel farci capire che, proprio come una finestra, esso potrebbe anche essere l’apertura di una possibilità. In effetti, i lockdown ripetuti e il senso di isolamento che molte persone hanno vissuto sulla propria pelle hanno modificato in maniera radicale la nostra idea del mondo, di noi stessi e del futuro che ci aspetta. E la filosofia intesa come riflessione critica sull’oggi, punto di vista alternativo e polemico con la realtà, ci può aiutare senz’altro a vivere meglio e più consapevoli. Marco Senaldi, in maniera accessibile, arguta e originale, ci accompagna in un viaggio affascinante, ricco di esempi concreti e di riflessioni spiazzanti e provocatorie, per decifrare con sapienza il tempo in cui viviamo.

Marco Senaldi è un filosofo, curatore e teorico d’arte contemporanea che ha insegnato estetica e arte contemporanea in varie istituzioni accademiche tra cui Università di Milano Bicocca, IULM di Milano e Accademia di Brera.

⇒mercoledì 15 settembre ore 21.00, Mario Botta. Architettura e MemoriaUna riflessione sui problemi e le contraddizioni del vivere in una società globalizzata.  La riflessione verte sui problemi del vivere nell’odierna società fortemente globalizzata. Le contraddizioni e le discrasie economiche e sociali del XX e del XXI verranno analizzate dall’occhio critico dell’architettura, valorizzandone le problematiche e le possibili strategie.

Mario Botta (1943) è un architetto svizzero di fama mondiale. Tra le sue opere principali si possono ricordare: il MOMA museo d’arte moderna a San Francisco, la cattedrale della resurrezione a Evry, il museo Jean Tinguely a Basilea, la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica a Tel Aviv. Nel corso degli anni svolge anche un’intensa attività didattica con conferenze, seminari e corsi in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina. Membro onorario di molte istituzioni culturali, è stato insignito del dottorato honoris causa in varie università in Argentina, Grecia, Romania, Bulgaria, Brasile e Svizzera.

⇒giovedì 16 settembre ore 18.30, Antonio Natali, Feticci e poesia, Verso una nuova disposizione culturale all’arte e alla vita. La conferenza ruota intorno al conflitto – apparentemente insanabile in questa nostra stagione confusa – tra poesia, vera sostanza d’ogni opera d’arte, e feticcio, l’esito cioè di un approccio idolatrico ai capolavori. La convinzione su cui posano questi pensieri è che soltanto il primato della poesia e il declino del feticcio possano suscitare coscienze più mature. Ne segue dunque una nuova disposizione culturale e ideologica rispetto a qualsiasi vicenda della vita.

Antonio Natali è stato direttore della Galleria degli Uffizi dal giugno del 2006 al novembre del 2015. Nello stesso 2006, in un concorso al Politecnico di Milano, ha ottenuto l’idoneità come professore ordinario di Storia dell’arte moderna. Dal 2000 al 2010 ha insegnato Museologia all’Università di Perugia. Studia soprattutto argomenti di scultura e di pittura del Quattrocento e del Cinquecento toscani, con incursioni frequenti nel contemporaneo.
A Firenze fa parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

⇒lunedì 20 settembre ore 18.30, Sergio Givone, Futuro utopico, futuro distopico o nessun futuro? L’intervento indaga la percezione del futuro, eterno quesito del pensiero. Utopia e distopia sono parametri sufficienti a descrivere il futuro? Con quale e quale sicurezza possiamo ricercare nelle proiezioni e negli spettri che la mente umana imprime su un tempo incontrollabile e non misurabile? E se non ci fosse nessun futuro?

Sergio Givone (1944) è professore Emerito di Estetica nell’Università di Firenze. Ha insegnato nelle Università di Perugia e di Torino. E’ autore di numerose pubblicazioni, fra cui: Storia del nulla, Roma-Bari, Laterza, 1995; Metafisica della peste, Torino, Einaudi, 2012, Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito, Firenze, Olschki, 2016. Presso Einaudi sono usciti anche tre romanzi, ultimo dei quali Non c’è più tempo, 2008. Il suo libro più recente è Fra terra e cielo. La vera storia della cupola dei Brunelleschi, Milano, Solferino, 2020.

⇒mercoledì 22 settembre, ore 18.00, Omaggio ad Ofelia. L’ evento, introdotto da Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento, e Lucia Mannini, curatrice, si articola in due parti distinte che orbitano intorno alla paradigmatica figura di Ofelia, recentemente esaltata dalla mostra Arturo Martini e Firenze. La prima parte dell’incontro è affidata alla musicologa Eleonora Negri, che analizzerà la figura del compositore Mario Castelnuovo Tedesco (Firenze, 3 aprile 1895 – Los Angeles, 16 marzo 1968), proprietario della toccante terracotta martiniana Ofelia e compositore degli Shakespeare’s Song. Le parole della musicologa si alterneranno alla musica eseguita dal chitarrista Eugenio della Chiara, che interpreterà Gaspar Cassadó i Moreu, Sardana Chigiana; Mario Castelnuovo-Tedesco, Tonadilla sul nome di Andrés Segovia, n. 5 dalle “Greeting cards” Op. 170; Gaspar Cassadó i Moreu, Preámbulo y Sardana; Mario Castelnuovo-Tedesco, Tarantella, Op. 87a. A seguire Questo è il mio corpo (un’altra Ofelia) di Giada Vailati e Francesco Sacco. La performance nasce da un percorso di ricerca attorno al personaggio di Ofelia, la cui vita e morte raccontano un particolare rapporto con il possesso del corpo, destinato al sacrificio per l’espiazione di peccati altrui.

⇒giovedì 23 settembre, ore 21.30, Lo tremare de li occhi miei, Versi d’amore di Dante, Michelangelo e Mandel’štam, spettacolo teatrale de iNuovi. L’amore è da sempre il tema più indagato dai poeti, a farne da maestro Dante Alighieri. Vita Nova, la sua opera giovanile, ci trasporta nell’idea del sentimento puro, l’amore per Beatrice, divenuta nel tempo emblema dell’amore per eccellenza. A fianco di questa biografia poetica che alterna prosa e poesia, verrà indagato l’amore anche attraverso le parole di Michelangelo e Osip Mandel’štam, uno dei più importanti poeti della letteratura russa. Tre autori lontani fra loro, sia nel tempo che nel linguaggio, ma uniti nella ricerca delle sfaccettature più profonde del più alto dei sentimenti. Affiancati dal chitarrista Federico Ferrara, sette attori dell’associazione iNuovi giocheranno le parole di questi tre poeti dando vita ad una partitura per un canto d’amore, fatto di voci e musica.

Crediti: Mattia Braghero, Beatrice Ceccherini, Anastasia Ciullini, Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada. Chitarra: Federico Ferrara

Tutti gli eventi sono gratuiti. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per info: segreteria.museonovecento@musefirenze.it.