28 Ott 2017 – 11 Feb 2018

Rivoluzione 999

A cura di

Marco Ornella ed Emanuele Piccardo

Orari & Biglietti Arrow

Quando e dove

Da

28Ottobre 2017

A

11Febbraio 2018

Museo Novecento

L’architettura con gli occhi proiettati al futuro
In occasione della presentazione della mostra Utopie Radicali alla Strozzina, Museo Novecento e Fondazione Architetti Firenze annunciano la monografica curata da Marco Ornella ed Emanuele Piccardo e dedicata al gruppo di architetti radicali 9999 con fotografie e filmati inediti che ne tracciano la storia.

Correva l’anno 1969 quando in un ex garage alluvionato di via Palazzuolo nasceva lo Space Electronic. Non la discoteca fiorentina come la si conosce oggi, ma uno spazio di ricerca e sperimentazione che ha visto tra i suoi più assidui frequentatori Dario Fo, Julian Beck e Judith Malina con il loro Living Theatre e poi Van Der Graaf Generator, Rory Gallagher e Canned Heat, Equipe 84, Area di Demetrio Stratos e Formula Tre.

Di questa scena progressista e proiettata nel futuro si parla in Rivoluzione 9999, la prima esposizione di materiali esclusivamente dedicata al gruppo di architetti radicali 9999, attivo a Firenze dal 1968 al 1972 e fondato da Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Fabrizio Fiumi e Paolo Galli.
Lo spazio, situato accanto alla sezione monografica dedicata dal Museo Novecento all’architettura radicale, vuole essere un tributo a questo gruppo di giovani architetti che Giorgio La Pira volle orgogliosamente come “ambasciatori di Firenze” in Oriente, come lo stesso Carlo Caldini amava testimoniare.

Documenti, videointerviste e fermo immagine su un passato che guardava alla Firenze del futuro, questi i materiali esposti in un evento, organizzato da Museo Novecento e Fondazione Architetti Firenze e curato da Marco Ornella ed Emanuele Piccardo con la direzione scientifica di Valentina Gensini, che ha l’obiettivo di restituire in forma cronologica i temi della ricerca dei 9999: i viaggi formativi in Nord America, India e Londra, l’happening e la discoteca Space Electronic.

I viaggi nel continente nordamericano, compiuti da Carlo Caldini e Mario Preti, hanno consentito all’originario gruppo 1999 (poi trasformatosi in 9999) di accrescere la propria educazione architettonica e culturale attraverso la conoscenza diretta dei fenomeni in atto, tra i quali la controcultura californiana, gli esperimenti di Paolo Soleri in Arizona, l’Expo di Montreal del 1967, e le visite alle metropoli di Los Angeles e Las Vegas. I 9999 studiano le teorie di Marshall McLuhan e le sperimentano nello spazio architettonico, come durante l’Happening su Ponte Vecchio del 25 settembre 1968: sulle superfici murarie vengono proiettate immagini di astronauti, segni e forme che ridefiniscono, attraverso un codice visivo, la percezione del monumento. E poi la discoteca Space Electronic, inaugurata nel 1969, e che è stata sede, fra gli altri, del Living Theatre e della sua performance Paradise Now, viene ideata da Caldini e Fiumi che ne assumono anche la gestione.

L’esposizione costituisce un’importante occasione per presentare materiali inediti, come gli scatti e i filmini in Super8, le fotografie del Living Theatre, le interviste ai membri del gruppo 9999 raccolte da Elettra Fiumi all’interno del film A Florentine man dedicato al padre Fabrizio, le sequenze fotografiche realizzate da Giorgio Birelli durante la costruzione della barca ideata da Paolo Galli, atto comunitario finale del gruppo prima del suo dissolvimento.

I 9999 operarono con lo scopo di ridefinire forme e linguaggi della disciplina architettonica agli albori della nascente era elettronica e della massificazione dei consumi, arrivando a formulare – nell’ambito della Neo-avanguardia Architettonica Italiana – una nuova forma di progetto, in cui coesistono l’intimità della processualità manuale e la portata dell’evento mediatico trasmesso dai canali televisivi, il progresso tecnologico e il sentimento ecologista.

Rivoluzione 9999 è programmata in collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, che presenta Utopie Radicali, alla Strozzina dal 20 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, mostra che celebra la stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Pertanto, presentando il biglietto di Palazzo Strozzi, i visitatori di Museo Novecento avranno diritto ad un biglietto ridotto, lo stesso varrà per i visitatoti di Palazzo Strozzi che si presenteranno con il biglietto di Museo Novecento.

Marco Ornella

Progettista e curatore, si laurea presso il Politecnico di Milano nel 2011 e la Nuova Accademia di Belle Arti nel 2013. Nel 2015 pubblica 9999. An Alternative to One-Way Architecture (Editore plug_In) prima monografia e prima indagine approfondita – iniziata nel 2013 – sul gruppo 9999, collettivo appartenente al ramo fiorentino del movimento italiano di Architettura Radicale, a cui seguono saggi e articoli sul tema. Attualmente la sua attività di ricerca prosegue nell’approfondimento delle figure non ancora sufficientemente indagate dalla storiografia. Ha scritto per la rivista “PLATFORM” e per la casa editrice Quodlibet.

Emanuele Piccardo

Si laurea in Architettura all’Università di Genova nel 2000. Storico dell’architettura, fotografo e regista, è esperto di Architettura Radicale. Tra le mostre si ricordano Radical City (Torino 2012), Beyond Environment (Los Angeles, 2014; Lissone e San Giovanni Valdarno, 2015). Nel 2013 vince il Graham Foundation Grants e nel 2015 l’Autry Scholar Fellowship. È direttore della rivista digitale di architettura “archphoto.it”, membro della redazione de “Il Giornale dell’Architettura.com” e collaboratore de “Il Manifesto”. I suoi film hanno indagato le figure di Adriano Olivetti (Lettera22, 2009), l’architetto Giancarlo De Carlo (L’architetto di Urbino, 2015) e l’architetto Vittorio Giorgini (La balena nel bosco, 2017), ricevendo premi nei festival di cinema. Le sue fotografie sono conservate al MAXXI Architettura e alla Bibliothèque Nationale de France. Ha tenuto conferenze alla Princeton School of Architecture, Pratt Institute NYC, Sci-Arc Los Angeles, Polimi, Polito, IUAV.