Il segno della Toscana – Anno secondo

23 ottobre ore 16.00

Il segno della Toscana – Anno secondo (*)

 Seconda tappa dell’affascinante viaggio nel cuore del cinema intrapreso da Gli Spostati, svolto in compagnia di registi, attori, sceneggiatori, direttori della fotografia, musicisti, scenografi e costumisti toscani che hanno saputo trasporre nel linguaggio cinematografico il bagaglio culturale e visivo assimilato dalla storia e dalla tradizione della propria regione.

La rassegna inizia con un omaggio a Giorgio Albertazzi, grande attore di teatro occasionalmente prestato al cinema, indimenticabile protagonista di uno dei capolavori di Alain Resnais. Si prosegue con Franco Zeffirelli, regista, sceneggiatore, costumista e scenografo di fama internazionale, e con la pluripremiata costumista Gabriella Pescucci. Protagonisti del mese di ottobre sono quindi Paolo Virzì, uno dei nuovi maestri della commedia italiana, insieme al suo fedele sceneggiatore Francesco Bruni; Alessandro Benvenuti, attore, regista e autore – insieme a Ugo Chiti – di commedie esilaranti, stralunate e pungenti, che hanno formato una vivace scuderia di attori toscani; e un’attrice di carattere come Laura Morante, da poco passata anche alla regia.

Programma

Domenica 4 settembre ore 16.00
L’anno scorso a Marienbad

Proiezione del film di Alain Resnais (Francia-Italia 1961, 95’).
Con Giorgio Albertazzi, Delphine Seyrig, Sacha Pitoëff.

In un sontuoso e algido albergo dell’Europa centrale uno sconosciuto insistente cerca di indurre una giovane donna, sotto gli occhi dell’ inquietante marito, a ricordare e a mantenere la promessa, fattagli l’anno prima a Marienbad, di partire con lui. Ha inizio per tutti un complesso viaggio nella memoria, dove passato, presente, realtà e immaginazione s’intrecciano senza rivelarsi pienamente e tutte le domande restano senza risposta. Nei vuoti saloni e nel parco geometrico dell’albergo, i personaggi si affrontano rigidi come le statue, prigionieri dell’apparenza più che della vita.

La “scuola dello sguardo” di Alain Robbe-Grillet si trasforma, in un fulgido bianco e nero, nell’elegante universo onirico di Alain Resnais, Leone d’oro a Venezia.

 

Domenica 11 settembre ore 16.00
Romeo e Giulietta (Romeo and Juliet)

Proiezione del film di Franco Zeffirelli (Italia-Gb 1968, 138’).
Sceneggiatura: Franco Brusati, Masolino D’Amico, Franco Zeffirelli. Con Leonard Whiting, Olivia Hussey, Michael York, John McEnery.

La trama del celebre dramma shakespeariano ha avuto innumerevoli trasposizioni cinematografiche. Quella di Zeffirelli deriva dalla sua fortunata messinscena teatrale all’Old Vic di Londra (1960). La scelta di protagonisti adolescenti aggiunge freschezza e spontaneità al ritmo narrativo del racconto, assai fedele al testo originale. L’accuratezza delle scenografie, dei costumi (di Danilo Donati) e dell’ambientazione – gli esterni sono stati girati in varie località italiane – unita allo splendore della fotografia di Pasqualino De Santis, valsero al film due Oscar e altrettante nomination, oltre che un enorme successo internazionale.

 

Domenica 25 settembre ore 16.00
L’età dell’innocenza

Proiezione del film di Martin Scorsese (Usa 1993, 136’).
Con Daniel-Day Lewis, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Alexis Smith, Geraldine Chaplin.

A New York, verso la fine dell’Ottocento, un giovane avvocato di successo, fidanzato con un’aristocratica bella ma convenzionale, s’innamora della cugina di lei, una donna libera ed eccentrica da poco tornata dall’Europa dove ha abbandonato il marito. Nel contrasto fra le due donne si riflette una società puritana, conformista, governata da rigide formule di classe che comprimono i sentimenti e le scelte individuali, soprattutto se femminili. L’avvocato si renderà conto delle ipocrisie che lo circondano, ma sarà troppo tardi, nonostante l’amore, per dare un senso nuovo alla propria vita.

Un affresco possente, viscontiano, del grande maestro italo-americano, tratto dal romanzo di Edith Wharton, impreziosito dai colori e dalle forme dei costumi di Gabriella Pescucci.

 

Domenica 2 ottobre ore 16.00
La bella vita

Proiezione del film di Paolo Virzì (Italia 1994, 97’)
Sceneggiatura: Paolo Virzì, Francesco Bruni. Con Sabrina Ferilli, Claudio Bigagli, Massimo Ghini, Emanuele Barresi.

Nella Piombino degli anni Novanta, dove è già avviata la dismissione di una parte delle acciaierie, si accende un triangolo sentimentale di non facile soluzione: il marito è un operaio metalmeccanico caduto in depressione per la perdita del posto di lavoro, la moglie è cassiera in un supermercato e sogna una vita migliore, l’amante è il “divo” vagheggino di una emittente televisiva locale. Il film si presenta come una commedia agrodolce sul bovarismo proletario, figlio di un disagio sociale analizzato e descritto con cura antropologica e interpretato con intelligenza. Segnando l’esordio di Virzì alla regia, il film ha subito fatto guadagnare al regista livornese importanti premi nazionali, oltre all’affetto del pubblico.

Domenica 16 ottobre ore 16.00
Ivo il tardivo

Proiezione del film di Alessandro Benvenuti (Italia 1995, 107’).
Sceneggiatura: Ugo Chiti, Alessandro Benvenuti, Nicola Zavagli; con Alessandro Benvenuti, Francesca Neri, Sandro Lombardi, Daniele Trambusti, Davide Bechini, Lucia Ragni.

Il quarantenne Ivo è un ritardato mentale, da poco uscito dal manicomio, che vive da solo in un cascinale isolato nel paese natale di Castelnuovo dei Sabbioni. Combina qualche guaio, ma crea anche, per talento naturale, dei bellissimi murales fatti di rebus e pittura, che le scolaresche del posto visitano volentieri. Benché stralunato, s’innamora dell’analista di buona famiglia Sara che lo convince ad entrare in una comunità dove farà amicizia con altri “matti” come lui. Nella favola strana e dolorosa di Benvenuti e Chiti non è facile distinguere i “normali” e l’itinerario strampalato di un fool mansueto può servire a individuare pregi e difetti degli uni come degli altri.

Domenica 23 ottobre ore 16.00
Marianna Ucrìa

Proiezione del film di Roberto Faenza (Italia-Francia 1997, 108’).
Soggetto: Dacia Maraini. Con Emmanuelle Laborit, Bernard Giraudeau, Laura Morante, Roberto Herlitzka, Philippe Noiret.

Nella Palermo del XVIII secolo la tredicenne sordomuta Marianna, di famiglia aristocratica, viene costretta a sposare un ricco parente, l’anziano duca Pietro che la rende madre di cinque figli. Solo molti anni dopo scoprirà la violenza familiare che è all’origine della sua invalidità, ma intanto, sostenuta dall’affetto dei nonni e della madre e dagli insegnamenti di un precettore straniero, che le apre la mente al pensiero illuminista e alla ricerca di libertà, riesce ad accettare la propria condizione subordinata fino a trovare da sola le vie per una possibile emancipazione.

Dal bel romanzo di Dacia Maraini, asciugato in fase di sceneggiatura, Faenza ha ricavato un film ricco, ben affrescato dalla fotografia di Delli Colli e dalle scene e costumi di Donati, oltre che dalle eccellenti interpretazioni tra cui emerge, seppur in un ruolo secondario, quella di Laura Morante.

L’Associazione Gli Spostati ha operato negli ultimi anni in collaborazione con alcuni enti pubblici (Comune di Firenze, Comune di Fiesole, Regione Toscana, Azienda Regionale per il Diritto alla Studio) per individuare spazi anche non propriamente cinematografici dove poter effettuare iniziative e rassegne culturali (dal cortile delle Murate, alle sale e all’altana della Biblioteca delle Oblate; da piazza SS. Annunziata, alla Limonaia di Villa Strozzi, fino al Museo Novecento). L’Associazione ha ripreso in parte le attività che caratterizzavano le proposte culturali del Cinema Alfieri, affiancandole alla normale programmazione d’essai tramite rassegne tematiche per studenti universitari, retrospettive e incontri con gli autori, progetti speciali per ragazzi e anziani, volti a conservare e rilanciare la memoria del cinema, arte centrale del XX secolo che suggerisce, ancora oggi, temi e storie atti alla riflessione sul mondo contemporaneo, contribuendo a suscitare emozioni estetiche sempre nuove.

 

(*) Inserito nel programma Estate Fiorentina 2016.

Incontri a ingresso libero in altana, fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.