Gormley on the screen

26 maggio – 22 settembre 2015

26 maggio – 22 settembre

Acclamato per le sue sculture, installazioni e interventi nello spazio pubblico che indagano la relazione tra il corpo umano e lo spazio, Antony Gormley è tra gli artisti più noti del panorama internazionale. La sua ricerca artistica ha ampliato le potenzialità introdotte dalla scultura a partire dagli anni Sessanta, attraverso il coinvolgimento critico del suo corpo e di quello altrui, in una pratica artistica che investiga la relazione tra gli esseri umani, la natura e l’universo. In collaborazione con il suo ultimo progetto, HUMAN, attualmente esposto al Forte di Belvedere, il Museo Novecento presenta un ciclo di documentari che indagano la vita e la pratica dell’artista.

 

I film in programmazione

26 maggio, 7 luglio, 11 agosto, 15 settembre ore 17.30
What do Artists Do All Day?
2014
un film di Morag Tinto
BBC production
lingua inglese
30’
La BBC ha seguito Antony Gromley e il suo team di lavoro nell’affollato studio a King Cross durante la realizzazione di Expansion Field, un gruppo scultoreo composto da 60 enormi figure in acciaio per il Zentrum Paul Klee di Berna. Con uno sguardo intimo e un punto di vista privilegiato sulla pratica artistica di Gormley, il film svela le idee che sostengono alcune opere, sottolineando la natura collaborativa del suo studio e l’emozione che ancora accompagna la nascita dei nuovi progetti.

2 giugno, 14 luglio, 18 agosto, 22 settembre ore 17.30
Making Space
2007
un film di Beeban Kidron
Cross Street Films Production
lingua inglese
48’
Girato nei mesi che hanno preceduto l’apertura della sua grande esposizione alla Hayward Gallery di Londra, il film è un ritratto intimo che segue le mutevoli fasi del processo creativo di Antony Gormley. Dal calco del suo corpo alla nascita di nuove opere, restituisce gradualmente un’immagine degli intenti e della tensione che animano il suo fare artistico.

16 giugno, 21 luglio, 25 agosto ore 17.30
THE EYE: ANTONY GORMLEY
2001
un film di Illumination
lingua inglese
26’
Le figure in piombo e ferro di Antony Gormley sono modellate a partire dal corpo stesso dell’artista. Sono opere che allo stesso tempo richiedono una risposta fisica ed emotiva, e sollevano profonde questioni filosofiche circa la memoria, l’intelletto e i sensi. Alcune sculture sono intime, come la minuscola Still IV, una figura addormentata realizzata su modello della figlia neonata; altre, come Field Allotment II, sono investigazioni sociali e architettoniche che operano su grande scala. Molte delle opere più significative di Gormley sono illustrate all’interno del film, tra cui Bed, realizzata a partire da centinaia di fette di pane o la spettacolare Quantum Cloud realizzata vicino al Millenium Dome a Londra. L’artista offre una riflessione su questi e altri lavori e sugli imperativi e le questioni centrali del suo operare.

23 giugno, 28 luglio, 1 settembre ore 17.30
The Making of Domain Field: Antony Gormley at Baltic
Maggio – Agosto 2003
un film di Andy Hodson & Christo Wallers
prodotto da BALTIC Centre for Contemporary Art
lingua inglese
20’
Il film documenta la realizzazione di DOMAIN FIELD, installazione presentata nel 2003 all’interno del BALTIC Centre for Contemporary Art di Gateshead in Inghilterra, costituita da 287 sculture distribuite su una superficie di oltre 700 metri quadrati. Per la sua realizzazione è stato coinvolto un gran numero di volontari  in età compresa tra i due e gli ottantacinque anni. I corpi dei volontari sono stati tutti modellati in gesso da un gruppo di specialisti. Ciascun calco, poi, è stato utilizzato per dare forma ad una scultura,  grazie ad un processo di saldatura di elementi in acciaio che è avvenuto direttamente all’interno degli stessi stampi.

30 giugno, 4 agosto, 8 settembre ore 17.30
TIME HORIZON CATANZARO
2006
un film di David Scott, montaggio Harry Dwyer, musiche di Shahzad Ismaily
lingua inglese
12’
Il film documenta l’installazione realizzata nel Parco Archeologico di Scolacium , a pochi chilometri da Catanzaro, composta da 100 calchi di corpi realizzati in ferro e distribuiti tra gli olivi e le antiche rovine del luogo. Ogni scultura è stata montata su un a base differente dalle altre e collocata ad una stessa altezza, in modo da tracciare un orizzonte unico. “Per la prima volta sono stato in grado di lavorare e coinvolgere un luogo tanto affascinante, ricco di rimandi sia alla memoria storica, sia alla realtà attuale “, ha dichiarato Antony Gormley , “penso all’installazione come a una sorta di agopuntura capace di attivare il tempo biologico del visitatore, quello degli alberi e quello geologico della terra, utilizzando il tempo industriale della riproduzione meccanica”.

 

Il programma di proiezioni è stato realizzato grazie alla collaborazione dello Studio di Antony Gormley.

Tutte le proiezioni sono incluse nel prezzo del biglietto del Museo.