Solo – Fabio Mauri

24 gennaio - 29 giugno 2020

Il nuovo appuntamento del ciclo SOLO, dedicato a grandi artisti del ventesimo e ventunesimo secolo, è dedicato a Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), protagonista dell’arte internazionale che ha indagato a lungo i percorsi delle ideologie e le loro ripercussioni nella società.

È Fabio Mauri (Roma 1926 – 2009) il protagonista del quinto appuntamento di Solo, il ciclo espositivo ospitato nelle sale al secondo piano del Museo Novecento di Firenze che traccia un ritratto di grandi artisti del ventesimo e ventunesimo secolo. La mostra, curata da Giovanni Iovane e dal direttore artistico del Museo Novecento Sergio Risaliti e aperta al pubblico dal 24 gennaio al 29 giugno 2020, è dedicata a uno straordinario esponente delle neoavanguardie del secondo Novecento che ha indagato a lungo i percorsi delle ideologie e le loro ripercussioni nella società. Dagli esordi negli anni Cinquanta, attorno ai giovani artisti di Piazza del Popolo a Roma, sino agli inizi degli anni Duemila, Mauri è stato protagonista delle avanguardie artistiche internazionali con una continua sperimentazione. La sua ricerca, in cui esperienze personali e fenomeni di portata collettiva s’interconnettono, è contraddistinta dalla multidipliscinarietà e combina il disegno e la pittura con la progettazione di performance e installazioni.
L’analisi del Potere e della sua estetica ha portato Mauri a interrogarsi sul ruolo del “male” nella storia dell’umanità, sui meccanismi della violenza e dell’omologazione – attraverso un linguaggio di segni e comportamenti che hanno come obiettivo il controllo e l’eliminazione dell’altro –, mettendo a nudo le dinamiche oppressive e discriminanti e l’esaltazione di valori identitari e superomistici. Le sue opere, concepite nel recente passato, mantengono intatta la loro attualità.

L’esposizione al Museo Novecento si apre con uno dei celebri Schermi (della fine degli anni Cinquanta), operecaratterizzate dall’impiego di superfici bianche atte a proiettare e restituire immagini e frasi, in cui Mauri rielabora il concetto di disegno come forma intimamente legata alla scrittura e al monocromo.I “disegni” di Mauri si presentano negli anni anche sotto forma di collage e installazioni, come nel caso del Comò-disegno (1990), composto da più oggetti di epoche diverse. Il percorso espositivo comprende la serie pressoché inedita dell’Apocalisse (degli anni Ottanta) e i Dramophone, in cui l’immagine del disco come “mondo già inciso” richiama il tema della predestinazione del destino.La riflessione sul linguaggio come strumento volto a ridefinire lo spazio ritorna nella linea di orizzonte creata dagli scatti di Linguaggio è guerra (1974), immagini tratte da riviste illustrate che invitano a soffermarsi sul valore del linguaggio come arma.

Bio

Fabio Mauri nasce a Roma nel 1926. La sua attività è molto estesa: comprende teatro, performance, installazione, pittura, teoria, insegnamento, come elementi di un unico luogo espressivo. Nel 1979 gli viene offerta la cattedra di Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, dove insegna fino al 2001. Opera nelle file dell’avanguardia italiana dal 1954. I suoi primi monocromi e Schermi risalgono al 1957. Negli anni ’70 Mauri rivolge l’attenzione alla componente ideologica dell’avanguardia linguistica. Sono gli anni di Ebrea (1971). Compone una prima grande performance Che cosa è il fascismo a Roma (1971), che ripeterà alla Biennale di Venezia e a New York. Quindi Natura e Cultura, Oscuramento e Muro d’Europa a De Appel di Amsterdam. Nel 1974 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia, dove sarà anche nel 1978 con l’installazione I numeri malefici, nel 1993 dove realizza il Muro Occidentale o del Pianto e nel 2013 con la performance Ideologia e Natura del 1973. Nel 2015 sarà nuovamente alla Biennale invitato a rappresentare l’Italia nel padiglione Centrale. Allestisce la performance Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo nel 1989 per il Centro Multimediale Quarto di S. Giusta, L’Aquila. Nel 1994 la sua prima retrospettiva Fabio Mauri Opere e Azioni. 1954-1994 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel 1996 allestisce Le Proiezioni al Moca di Los Angeles, al Wexner Center for the Arts, (Ohio), al Museum of Contemporary Art di Chicago e al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Una seconda retrospettiva è presentata nel 1997 alla Kunsthalle di Klagenfurt. Nel 1999 è in Minimalia: da Balla a … al P.S.1 di New York. Nel 2000 è presente a Novecento. Arte e Storia in Italia, presso le Scuderie del Quirinale a Roma. L’ultima retrospettiva è allestita nel 2003 a Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains, Lille. Con l’imponente installazione Inverosimile nel 2007 partecipa a Milano alla grande mostra Not Afraid of the Dark di Emergenze. Nel 2009 il suo ultimo lavoro Fabio Mauri etc alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Muore, dopo una lunga malattia, nel maggio del 2009. Nel 2012 è presente a dOCUMENTA(13) a Kassel e al Palazzo Reale di Milano con la mostra Fabio Mauri. The End. Nel 2013 l’installazione “Warum ein Gedanke einen Raum verpestet?/ Perché un pensiero intossica una stanza?”(1972) sarà riproposta al Palazzo delle Esposizioni in: Anni ’70. Arte a Roma. Nel 2014 la Fondazione Cima di New York ospita L’Espressionista (1982), performance tratta dalla Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980), mentre la Fondazione Proa di Buenos Aires dedica al maestro la sua prima antologica in Sud America. Nel 2015 la Galleria Hauser & Wirth, prima nella sede storica di New York poi in quella di Londra, gli dedica due mostre personali di grande successo, ripresentandolo a New York nel 2018, nella sua sede centrale. Nel 2016 al Museo MADRE di Napoli è allestita una delle più grandi retrospettive dedicate all’artista. Nel 2019 per la prima volta in assoluto in Danimarca, HEART presenta la mostra personale The End – Fabio Mauri. La sua arte è presentata in Canada, USA, Austria, Spagna, Olanda, Germania, Polonia, Svizzera, Jugoslavia, Inghilterra. Espone a Vancouver, Toronto, Londra, Edimburgo, alla Kulturhaus di Potsdam. La sua attività continua attraverso lo Studio Fabio Mauri Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo. Mauri ha pubblicato molti saggi su riviste e cataloghi d’arte. La sua intensa attività è raccolta nel suo ultimo lavoro editoriale Io sono un ariano, ed. Volume!/Roma, Lampi di Stampa/Milano.