Room – LUCY + JORGE ORTA

12 aprile – 4 luglio 2019

Il Museo Novecento esce fuori dai confini fisici del complesso delle ex Leopoldine e si fa spazio nella Sala delle udienze di Palazzo Vecchio. Succede in occasione di “Room. LUCY + JORGE ORTA” (12 aprile 2019 – 4 luglio 2019), mostra curata da Arabella S. Natalini, Stefania Ricci, Sergio Risaliti, parte integrante del progetto Sustainable Thinking organizzato dal Museo Salvatore Ferragamo e dalla Fondazione Ferragamo.

La mostra, ospitata in parte al Museo Novecento e in parte nella Sala Udienze di Palazzo Vecchio vede protagonisti Lucy + Jorge Orta che, a partire dai primi anni Novanta, hanno sviluppato una pratica che si muove tra arte, design e architettura, volta ad indagare tematiche ecologiche e sociali. “Abbiamo scelto l’arte visiva come mezzo di espressione per la sua capacità di essere uno strumento universale. – hanno dichiarato LUCY + JORGE ORTA - Speriamo che le nostre opere risuonino come un campanello d’allarme e contribuiscano ad accrescere la consapevolezza dei problemi che affliggono l’umanità e l’intero pianeta”. Il loro percorso di ricerca è sempre sostenuto da uno stringente dialogo tra habitat umano e ambiente naturale, tra etica ed estetica, e le loro opere sono pensate per stimolare la collettività e proporsi come “agenti attivi in un mondo che tutti sogniamo”.

OrtaWater – Fluvial Intervention

OrtaWater – Fluvial Intervention Unit appartiene ad un corpus di lavori avviati nei primi anni duemila, che problematizzano il tema della mancanza d’acqua e di alcune questioni legate alla privatizzazione e al controllo della sua distribuzione a livello globale. A partire da accurate ricerche e da collaborazioni con esperti del settore e ingegneri, gli artisti hanno realizzato una serie di sculture e di installazioni su larga scala, che ripropongono al loro interno il ciclo di purificazione e distribuzione dell’acqua. Alcune opere ospitano, ad esempio, dispositivi low-cost in grado di pompare, filtrare e distribuire acqua proveniente da sorgenti locali. L’intervento ospitato al piano terra del Museo Novecento ripropone una struttura al cui interno sono esposte una canoa, una piccola rete idrica e alcuni oggetti, utensili e strumenti legati all’acqua come risorsa e alla sua equa distribuzione. In una commistione fra arte, ecologia, antropologia, didattica e creatività le sculture della serie OrtaWater sintetizzano quell’attitudine che lega tutta l’indagine artistica di Lucy e Jorge Orta: l’esperienza estetica e l’impegno immaginativo possono agire come veri e propri vettori di cambiamento, proponendo modelli alternativi di sostenibilità, sia ecologica che sociale in un’epoca drammatica per le sorti del pianeta.

LIFE GUARD [Aria ] e LIFE GUARD [Amazonia] al Museo Novecento

Nella collezione permanente del Museo Novecento, tra le opere della Raccolta Alberto della Ragione legate al paesaggio pittorico italiano e alla natura morta, Lucy + Jorge Orta  presentano inoltre due sculture del ciclo Life Guards.

Facendo riferimento allo stato di emergenza ecologica in cui viviamo, le Life Guards sono personificazioni dei quattro elementi (Aria, Terra, Fuoco e Acqua), comuni a tutte le cosmogonie, occidentali e orientali, che evocano la necessità di sviluppare modi più sostenibili di utilizzo, protezione e conservazione delle risorse vitali del nostro pianeta. Le due sculture al museo rappresentano rispettivamente l’Aria e la Madre terra. In entrambe le opere una figura anonima, dal volto coperto da una maschera, trascina sulle sue spalle una barella su cui sono adagiati o legati alcuni oggetti simbolici. Nel loro incedere solitario, i corpi proiettano attorno a loro un’immagine di allerta ed emergenza. Come suggerisce il titolo delle opere, nonché la presenza delle lettighe, le figure sono avvolte da una certa ambiguità. Non siamo certi se il loro intervento di salvataggio sia ancora in corso o si sia già concluso.

Per evocare l’Aria, Lucy e Jorge Orta ricorrono poeticamente all’idea del volo. La presenza del paracadute costruito da scampoli di tessuto e delle piume che ornano la maschera sembra dare concretezza a questo elemento.

La Madre terra viene evocata, rigogliosa e generosa, con fiori e piante dai colori variopinti come in una moderna primavera botticelliana. L’Amazzonia, richiamata nel titolo dell’opera, “è un luogo allo stesso tempo reale e mitologico” ricordano gli artisti “Con la più alta concentrazione di biodiversità per metro quadrato, è di gran lunga l’organismo vivente più importante su cui gli esseri umani fanno affidamento per la sopravvivenza della loro stessa specie”. La capacità di dare figura ai quattro elementi ricorda, altresì, le ambientazioni allegoriche tipiche dell’epoca manierista come nel celebre Studiolo di Francesco I e nella sala della Tribuna agli Uffizi dove Terra, Aria, Acqua, Fuoco vengono allusi con significanti decorazioni.

Lucy e Jorge Orta fondano lo Studio Orta nel 1992 e lavorano insieme sotto il nome di Lucy + Jorge Orta dal 2005. Impiegando vari media tra cui disegno, scultura e performance, la loro pratica artistica si concentra sulla realizzazione di importanti corpi di lavoro che affrontano le principali sfide sociali ed ecologiche del nostro tempo. Tra i loro progetti più emblematici vi sono OrtaWater, Amazonia e Life Guards. Le opere di Orta sono state al centro di importanti mostre, tra cui: la 46a Biennale di Venezia (Padiglione Argentino) (1995); The Curve gallery, Barbican Art Centre, Londra e Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2005); Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (2006); Biennial of the End of the World, Ushuaia e Antarctic Peninsula (2007); Pirelli Hangar Bicocca, Milano (2008); Natural History Museum, Londra (2010); Museo MAXXI, Roma e la Biennale di Shanghai (2012); Yorkshire Sculpture Park, UK (2013); Herbert F. Johnson Museum of Art, USA e Parc de la Villette, Parigi (2014); London Museum Ontario (2015); Attenborough Arts Centre, Leicester e City Gallery and Museum, Peterborough (2016); Humber Street Gallery, Hull (2017); Ikon Gallery Birmingham (2018). Al loro lavoro sono state dedicate numerose pubblicazioni monografiche. Le loro opere sono incluse in importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. In riconoscimento al contributo dato al tema della sostenibilità, nel 2007 gli artisti hanno ricevuto il Green Leaf Award per l’eccellenza artistica portatrice di un messaggio ambientale, presentato dal United Nations Environment Programme in collaborazione con il Natural World Museum presso il Nobel Peace Center di Oslo in Norvegia.

A cura di Arabella S. Natalini, Stefania Ricci, Sergio Risaliti

La rassegna rientra nel progetto Substainable Thinking, in collaborazione con Fondazione Ferragamo e Museo Salvatore Ferragamo. Il progetto è reso possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo.

Sponsor tecnici Apice e Strategica Group.

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