La Stazione e le arti figurative

21 dicembre 2015

80 ANNI: MICHELUCCI E LA STAZIONE DI SANTA MARIA NOVELLA

Lunedì 21 dicembre 2015, ore 15.00

Dora Liscia Bemporad, Luciana Capasso, Patrizia Cappellini, Carlotta Castellani,  Valentina Filice, Giovanna Lambroni, Chiara Toti

La stazione e le arti figurative. Convegno sulle opere d’arte della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze.

Introducono Alberto Boralevi, Fondazione Ambron Castiglioni e Valentina Gensini, Museo Novecento

A ottant’anni dall’inaugurazione della nuova stazione di Firenze i grandi pannelli di Ottone Rosai e Mario Romoli, oggi inglobati nelle sale di una nota libreria, il “fregio” in Galleria di Testa, contrappunto fotografico alle scene dipinte, l’Arno e la sua Valle di Italo Griselli, gli arazzi della Sala Reale e il ricchissimo corpus di arredi per il Fabbricato Viaggiatori e la Palazzina Reale testimoniano ancora oggi il clima fiorentino degli anni Trenta in cui il dibattito sull’architettura moderna si intrecciava con quello sulla pittura murale e sull’insegnamento delle arti applicate.

La realizzazione della nuova Stazione di Firenze, inaugurata solennemente il 30 ottobre 1935 dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II, faceva parte del più ampio progetto di sviluppo economico portato avanti in questi anni a Firenze che perseguiva un’azione di rilancio del turismo nell’ottica di una più vasta rivalutazione dell’artigianato e del commercio cittadino e regionale. Ne conseguì una serie di importanti attività culturali che prevedevano da un lato la “Primavera fiorentina”, rassegna che raccoglieva ogni anno mostre d’artigianato ed esposizioni della più varia natura ed eventi come Il Maggio Musicale Fiorentino o la rievocazione del calcio storico, dall’altro importanti progetti architettonici, dal nuovo stadio Berta alla stazione ferroviaria. Indetto nel 1932 il bando di concorso per il Fabbricato Viaggiatori fu vinto da un gruppo di giovani architetti, Nello Baroni, Pier Niccolò Berardi, Italo Gamberini, Sarre Guarneri e Leonardo Lusanna, coordinati dal loro professore alla Scuola superiore di Architettura di Firenze, Giovanni Michelucci.
Il progetto destò uno scandalo di portata nazionale a cui seguì una lunga polemica, ma nel corso di poco più di tre anni gli architetti portarono a compimento un’impresa che, ancora oggi, si impone come uno dei più significativi esempi di Architettura Razionalista italiana.

Gli interventi degli studiosi analizzeranno il ricco apparato decorativo predisposto a compimento della celebre impresa del Gruppo Toscano proponendo una riflessione sul complesso contesto storico, artistico, politico, culturale di cui le opere sono immediata espressione, attraverso la rilettura del vivace milieu culturale del dopo-concorso in cui le aspettative nei confronti dell’assegnazione dei lavori si intrecciarono con le scelte iconografiche e con le dinamiche legate alla committenza.

Programma:

  • La stazione e le arti, Valentina Filice
  • Le tempere di Ottone Rosai, Giovanna Lambroni
  • La Scena di caccia di Mario Romoli, Chiara Toti
  • Gli arredi e i mobili del Fabbricato Viaggiatori,  Luciana Capasso
  • Il fregio fotografico della Galleria di Testa e altre decorazioni fotografiche, Patrizia Cappellini
  • L’Arno e la sua Valle di Italo Orlando Griselli, Carlotta Castellani
  • Dagli affreschi agli arazzi. Le decorazioni del Salone Reale, Dora Liscia Bemporad

In collaborazione con la Fondazione Ambron Castiglioni e la Fondazione Michelucci, nell’ambito degli eventi per l’ottantesimo anniversario della Stazione di Santa Maria Novella.
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Non prevede l’accesso al percorso museale

© Archivio fotografico Fondazione Michelucci – photo Andrea Aleardi, 2006

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