Italian Oresteia

Mercoledì 22 febbraio ore 17.30

Talk di Simone Frangi e Alessandra Ferrini. In lingua inglese.

In collaborazione con Syracuse University Florence

Il talk intende ricostruire la genealogia e i fondamenti teorici del progetto Orestiade italiana, curato da Simone Frangi in occasione della XVI Quadriennale di Roma, che include i contributi di 22 artisti e ricercatori italiani. Strutturata attraverso l’esposizione di installazioni e oggetti editoriali e un palinsesto di proiezioni, performance e un programma radio, Orestiade italiana si avventura in un progetto di “riscrittura” analoga e corale dei principali nuclei degli Appunti per un’Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini (1970), di cui riprende la forma abbozzata, i collegamenti teorici e l’ambiguità del punto di vista. Il progetto, che raccoglie posizioni e ricerche intorno a questo fondamentale lavoro, intende rendere feconde quelle forme ambivalenti di “orientalismo eretico” che Pasolini aveva proposto in modo esasperato nella sua ricerca in Africa, al fine di analizzare  alcuni fattori emergenti ancora controversi del presente in Italia e in Europa.

Con la ferma determinazione di promuovere una reciproca alterazione dell’ “Athena Bianca” e dell’ “Africa Nera” e di creare uno spazio contaminato, Pasolini propone pericolosamente l’ipotesi che l’Africa, diversamente dall’Europa, abbia avuto accesso a una modernità “ibrida” e “alternativa”, una discussa invenzione d’esoticità che si può far risalire ad una minore, particolare e derivata versione del moderno modello europeo avviata nel Terzo Mondo. Non a caso, il progetto dell’Orestiade Africana è sostenuto da un’interpretazione mordace delle manipolazioni borghesi del mito imperialista del “nobile selvaggio”, reso ancora più complesso da un’interpretazione che lo associa alla tendenza a una “mascolinità dannosa” intrinseca nella cultura europea patriarcale. Insinuandosi nelle pieghe delle diverse relazioni tra pratica artistica e ricerca culturale nella scena dell’arte in Italia, Orestiade italiana si concentra su contributi che indagano ancor più a fondo nell’eterogeneo catalogo di premesse dell’intero progetto: lo studio di conflitti latenti e la stasi europea; i micro-fascismi e le normalizzazioni sociali; i legami ambivalenti tra l’approccio documentario e l’orientalismo culturale e multiculturale nelle pratiche antropologiche ed etnologiche; l’esigenza di collocare il punto di vista postcoloniale in uno specifico “luogo d’appartenenza”; le questioni coloniali italiane con un focus sull’impatto della decolonizzazione e l’inizio del postoloconiale sull’immaginario gender e razziale in Italia.

Simone Frangi (Como, 1982. Vive e lavora a Milano e Grenoble) è un ricercatore culturale, scrittore e curatore. Ha conseguito un Dottorato di ricerca francese-italiano in Estetica e Teoria dell’Arte. Attualmente è direttore artistico di Viafarini – Organizzazione no profit per la ricerca artistica contemporanea (Milano), co-curatore di Live Works – Performance Act Award alla Centrale Fies (Trento) e co-direttore di A Natural Oasis, organizzata da Little Constellation – Network of Contemporary Art e dedicata alle micro aree geo-culturali e ai piccoli stati europei per il BJCEM. È docente di Teoria dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble – dove ha fondato il workshop e programma di ricerca “Practices of Hospitality”  – e professore di Storia e Metodologia della critica d’arte presso l’Accademia di Brera (Milano). Nel 2015, è stato uno dei cinque curatori della decima edizione del Premio Furla per l’Arte Contemporanea e nel 2016 uno dei dieci curatori della Quadriennale di Roma.

Alessandra Ferrini (Firenze, 1984. Vive a Londra). È artista visiva, ricercatrice e educatrice, co-direttrice di mnemoscape.org. Muovendosi tra collaborazione, curatela, pedagogia e editoria, la sua ricerca è radicata in lens-based media, studi postcoloniali e pratiche storiografiche e archivistiche.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale

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