IN DIFESA DELL’ARTE: INTELLETTUALI E PATRIMONIO ARTISTICO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

22 giugno 2016 ore 17.30

Mercoledì 22 giugno ore 17.30                             

NOVECENTO PRESENTA

In difesa dell’arte: intellettuali e patrimonio artistico durante la Seconda Guerra Mondiale

Alessia Cecconi in conversazione con Fulvio Cervini.

Quale il destino delle opere durante un conflitto? Quale il ruolo degli artisti e degli intellettuali? Sebbene la tutela del patrimonio storico-artistico negli anni della Seconda Guerra Mondiale sia diventata una tematica di crescente interesse, meno noto è il contributo della società civile in difesa dei monumenti e delle opere mobili. Nel mese in cui ricorrono numerosi anniversari legati alla Resistenza in Toscana, una riflessione sull’impegno di alcuni protagonisti della cultura italiana del Novecento – tra cui Giovanni Poggi, Ugo Procacci, Cesare Fasola e Carlo Ludovico Ragghianti – offre lo spunto per ripercorrere le vicende della lotta alle razzie e alle distruzioni belliche. Un’occasione per ricordare, riprendendo le parole di Roberto Longhi, “quali e quanti valori si trattava di proteggere”.

Alessia Cecconi, storica dell’arte, è direttrice della Fondazione CDSE (Centro di Documentazione Storico Etnografica, Vaiano, Prato). Collabora da molti anni con la Fondazione Memofonte di Firenze, per la quale ha seguito progetti relativi all’elaborazione informatica, catalogazione e indagine di fonti storico-artistiche dal Quattrocento all’Ottocento. Le sue ricerche, concretizzate in numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, sono dedicate alla letteratura artistica di età moderna, alla storia locale novecentesca, all’educazione al patrimonio. È inoltre co-autrice del manuale di storia dell’arte per la scuola media inferiore Arte e Immagine (Gruppo RCS-Fabbri editore, 2014). Coordinatrice del progetto regionale ”Resistere per l’arte: guerra e patrimonio artistico in Toscana”, ha curato tra il 2014 e il 2015 le mostre Bombing Art 1940-1945 (Vaiano, Villa del Mulinaccio e Prato, Palazzo Banci Buonamici) e Giorgio Castelfranco. Un monument man poco conosciuto (Firenze, Museo Casa Siviero). Nel 2015 ha pubblicato il libro frutto del progetto di ricerca regionale Resistere per l’arte. Guerra e patrimonio artistico in Toscana. Dieci storie di uomini e di opere salvate (Edizioni Medicea).
Fulvio Cervini si è laureato in Storia dell’Arte Medievale con Adriano Peroni presso l’Università di Firenze nel 1990. Nel 1995 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia dell’Arte all’Università di Roma “La Sapienza” e dal 1996 al 1998 è stato borsista post-doctoral nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha maturato esperienze di insegnante, giornalista pubblicista, consulente per enti locali, schedatore di beni culturali, ispettore onorario del Ministero per i Beni Culturali. Dal maggio 1999 all’ottobre 2005 è stato Storico dell’arte direttore nella Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte, dove si è occupato fra l’altro di tutela territoriale delle Province di Alessandria e di Verbania, e ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Armeria Reale in Torino (2001-2005). Dal 2002 al 2005 è stato docente a contratto di Storia comparata dell’arte dei paesi europei presso l’Università di Pisa. Dal novembre 2005 è professore associato di Storia dell’arte medievale e Tutela dei Beni Culturali all’Università di Firenze, dove dirige, dal 2009 al 2014, la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.