28 Apr 2021 – 22 Ago 2021

Giulia Cenci. Tallone di Ferro

A cura di

Eva Francioli e Sergio Risaliti

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Quando e dove

Da

28Aprile 2021

A

22Agosto 2021

Museo Novecento

Giulia Cenci è la nuova protagonista del ciclo Duel con la personale Tallone di Ferro, un duello dialettico tra la giovane artista toscana e il capolavoro di Arturo Martini proveniente dalla collezione permanente del Museo Novecento.

Orari Mostra

Orario Estivo

Lunedì – Domenica

11:00

21:00

Giovedì

Duel è un duello dialettico tra artisti internazionali e le opere della collezione permanente del Museo Novecento. Protagonista di questo nuovo appuntamento del ciclo è Giulia Cenci (Cortona, 1988), finalista al Maxxi Bvlgari Prize 2020. Nella mostra Tallone di Ferro la giovane artista ha scelto di innescare un dialogo con la scultura in bronzo Leone di Monterosso – Chimera di Arturo Martini.

L’esposizione è la rielaborazione in chiave moderna di un’immagine fantastica appartenente alla mitologia classica, nata dalla mente dei Greci e poi adottata da Etruschi e Romani, che tramandarono il mito della Chimera, un essere terrificante, con il muso di leone, il corpo di capra e la coda di serpente, ucciso dall’eroe Bellerofonte.

Dopo la presentazione tre anni fa, in Sala Leone X di Palazzo Vecchio, della celebre Chimera di Arezzo, il mostro ritorna a farsi vivo sotto le forme moderne inventate da Arturo Martini. Ed è proprio con questi elementi ‘terribili’ e apotropaici che Giulia Cenci entra in dialogo, creando a sua volta macchine minacciose, risuscitando miti e personificazioni ctonie, cui appaiono delegate le angosce e inquietudini del profondo.

Dopo un’attenta riflessione sull’architettura e la storia del complesso delle Ex Leopoldine, Giulia Cenci ha realizzato una serie di opere site-specific, invadendo lo spazio con creature ‘mostruose’ nate dalle rovine di macchinari industriali e agricoli. L’artista crea una sorta di ‘paesaggio-anatomia’ che si dispiega lungo una complessa catena di montaggio, un assemblage tridimensionale di forme e strumenti abbandonati e fuori uso.

Sono costruzioni metamorfiche in cui parti meccaniche evocano o si mescolano a dettagli anatomici, come in una sorta di Frankenstein o chimera. Due enormi bracci meccanici, composti da frammenti di pezzi agricoli e di automobili, ridefiniscono lo spazio, costringendo il visitatore a un percorso obbligato.

Una critica, quella di Giulia Cenci, al progresso industriale e alla superpotenza tecnologica che si esprime attraverso un meccanismo a ritroso: mettendo in mostra le rovine della civiltà industriale, i reperti di un’agricoltura meccanicizzata, i cadaveri di una civiltà fallita, l’artista come novello demiurgo riassembla i pezzi raccolti in questo disastro, per restituire con essi vita a figure perturbanti, nelle cui forme e aspetto si palesa tutto il fallimento della società moderna.

Artista

Giulia Cenci

1988, Cortona

Curatela

Eva Francioli

Sergio Risaliti

Coordinamento Scientifico

Francesca Neri

Stefania Rispoli

Luca Puri

Press

Lea Codognato | Caterina Briganti | Davis&Co.

T. 055 2347273

info@davisanco.it

Comunicazione

Costanza Savelloni

Identità Visiva – Realizzazione

Dania Menafra

Crediti Fotografici

Serge Domingie

Organizzazione

Mus.e