Exit Morandi

15 marzo - 27 giugno 2019

Il 18 giugno 1964 Giorgio Morandi moriva nella sua Bologna e Roberto Longhi, tra i più celebri interpreti della sua opera, dichiara il proprio profondo turbamento: “Non vi saranno altri nuovi dipinti di Morandi: questo è, per me, il pensiero più straziante”.

A cinquantacinque anni dalla scomparsa del grande artista, il Museo Novecento ospita Exit Morandi, una grande mostra dedicata alle opere dell’artista bolognese.

La mostra (dal 15 marzo al 27 giugno 2019), curata da Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti, vede la collaborazione con Fondazione Roberto Longhi e Villa Brandi e si avvale dei prestiti della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, della Banca Monte dei Paschi di Siena e di significative collezioni private.

L’esposizione prende origine da quattro importanti dipinti conservati al Museo Novecento appartenuti ad Alberto Della Ragione, tra cui un acquerello con una rara figura femminile che reca la data puntuale “11 aprile 918”, piccolo capolavoro su carta, che palesa le straordinarie capacità di aggiornamento dell’artista sulle avanguardie e la sua personale sintesi figurativa, svolta in un linguaggio già essenziale e anticonvenzionale. La grandezza di Morandi fu subito evidente a Roberto Longhi, che non interromperà mai il confronto umano e intellettuale con l’artista. I due, pur frequentandosi per decenni, si daranno sempre del “lei” nei loro scambi epistolari; un’affinità tra uno storico dell’arte e un pittore iniziata sul finire del 1934, in occasione della prolusione tenuta da Longhi in veste di nuovo titolare della cattedra di Storia dell’Arte all’Università di Bologna. In “un’aula gremitissima” Longhi concluse la sua illuminata revisione dei Momenti della pittura bolognese parlando in questi termini di Morandi: “E finisco col trovar non del tutto casuale che, uno dei migliori pittori viventi d’Italia, Giorgio Morandi, ancor oggi, pur navigando tra le secche più perigliose della pittura moderna, abbia, però saputo sempre orientare il suo viaggio con una lentezza meditata, con un’affettuosa studiosità, da parer quelle di un nuovo incamminato”. Un viaggio di cui sono stati interpreti vigorosi anche Cesare Brandi, Francesco Arcangeli e Carlo Ludovico Ragghianti, ovvero i punti cardinali della critica novecentesca relativa all’arte del maestro bolognese. Da qui le basi di un progetto espositivo speciale, che raccoglie opere appartenute o gravitate nell’orbita dei quattro illustri storici dell’arte, a sugellare, nello scorrere del tempo e nel cambiare delle stagioni, la fedeltà nei confronti della silente e ferma pittura di Morandi.

In mostra si potranno ammirare nature morte, paesaggi, fiori e una serie di incisioni, espressione artistica che vede in Morandi uno dei maggiori rappresentanti dei suoi anni e che gli valse il premio internazionale alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1953.

Giorgio Morandi – Bologna 1890 – 1964

Mostrando da subito talento per la pittura, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Aggiornato sulle sperimentazioni di Picasso, Cézanne e Derain, grazie ad un viaggio a Firenze si confronta direttamente con i grandi maestri della pittura italiana, ammirando, tra gli altri, i capolavori di Giotto, Piero della Francesca e Masaccio, che esercitano un forte influsso sulla sua ricerca successiva. Dopo la prima e fulminea mostra collettiva , risalente al 1914, si avvicina con una poetica personale alla pittura metafisica e al movimento Valori Plastici, formatosi attorno all’omonima rivista edita da Mario Broglio tra il 1918 e il 1921.
La scansione e la luminosità dei paesaggi e delle nature morte degli anni Venti, memori della lezione di Piero della Francesca, cedono il passo ad una costante ricerca che continuerà sino all’ultimo dei suoi giorni in opere che, seppur in un’apparente immobilità, rivelano il sentimento dell’ineluttabile trascorrere del tempo.

Ideazione e curatela Maria Cristina Bandera e Sergio Risaliti
Un progetto di Mus.e in collaborazione con Fondazione Roberto Longhi e Villa Brandi