Daniela De Lorenzo, Una certa probabilità

15 giugno - 23 ottobre 2016

Artefice di una ricerca liminale, prossima alla scultura, Daniela De Lorenzo si muove liberamente tra linguaggi e discipline diverse quali fotografia, pratiche scultoree e installative, video e performance, creando nei suoi lavori continue tangenze e sovrapposizioni. Interpretare l’eredità della scultura è la prospettiva in cui si colloca, fin dagli esordi, la sua ricerca centrata sul corpo; medium e parametro fondamentale di una raffinata “fenomenologia della percezione”, il corpo è soggetto e oggetto dell’indagine praticata dall’artista. Presente all’interno del percorso permanente del Museo Novecento con Senza Titolo 1988, un lavoro giovanile legato al linguaggio neo-minimale, Daniela De Lorenzo presenta per la mostra Una certa probabilità una selezione di 7 opere rigorosamente inedite, prodotte tra il 2014 e il 2016.

I lavori, esposti al secondo piano del Museo, indagano il corpo umano nei suoi aspetti più sensibili e consentono di ricostruire l’intensa attività dell’artista a partire dai diversi media utilizzati. Dalle ceramiche ai ricami, dalle fotografie alle sculture di carta, fino al video, le opere, esposte temporaneamente fino al 4 settembre, verificano il delicato rapporto tra corpo, identità e percezione. Condensando la memoria di un gesto o evocando la fisicità di una figura assente, lungi da costituire lacerti di esistenza, gli organi gli arti e le tracce formalizzate dall’artista mostrano frammenti di una corporeità altra, attestando nuove possibili identità.

La mostra Una certa probabilità, a cura di Valentina Gensini, resterà aperta al pubblico dal 16 giugno al 23 ottobre 2016. Opening 15 giugno ore 18.30

L’esposizione, curata da MUS.E e organizzata da Città Nascosta, rientra tra le iniziative promosse dal Comune di Firenze per l’Estate Fiorentina 2016.

Biografia

Nata a Firenze nel 1959, dopo gli studi di scultura Daniela De Lorenzo intraprende un originale percorso di ricerca, introducendo un linguaggio neo-minimale e post-concettuale. Dal 1988 presenta le sue opere nelle più importanti istituzioni e manifestazioni italiane ed europee, tra cui la sezione Aperto della XLIII Biennale di Venezia (1988), il PAC di Milano (1989, 1996), il Museum Moderner Kunst di Vienna (1991), il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e la Neue Galerie Graz am Landesmuseum Joanneum di Graz (1996), la XII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (2001), il Palazzo delle Papesse di Siena, Quarter di Firenze (2005), la National Gallery di Bratislava, il Museo Marino Marini di Firenze (2006), il Bejing Creative Art Center di Pechino e la XV Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (2008), EX3 di Firenze (2011), il museo MART di Rovereto (2013), Casa Masaccio Centro per l’arte contemporanea di San Giovanni Valdarno (2015), la Triennale di Milano e la GNAM di Roma (2016). Ha tenuto mostre personali presso la Galleria Schema di Firenze (1992), Santa Maria della Scala di Siena (1998), Kunstverein Aller-Art di Bludenz (2002), il Museo Archeologico di Firenze (2004), la Fondazione Olivetti di Roma (2007), La Gallera di Valencia (2008), Premio Terna (2012), Villa Mansi, Segromigno in Monte (2014).

 

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