Pagine d’arte

15 giugno 2015

Lunedì 15 giugno ore 17.30 presentazione del libro di Elena Pontiggia “Mario Sironi. La grandezza dell’arte, le tragedie della storia”, edito da Johan & Levi.

L’autrice in dialogo con Valentina Gensini.
Attraverso lunghe ricerche di archivio e una nutrita serie di documenti inediti, Elena Pontiggia ricostruisce le vicende esistenziali e artistiche di Mario Sironi in un volume che corregge errori storiografici finora diffusi e illumina lati ancora sconosciuti della sua attività. 

«L’arte non ha bisogno di riuscire simpatica, ma esige grandezza» ha scritto Sironi, pittore di periferie inospitali eppure imponenti come cattedrali moderne. Futurista a partire dal 1913, negli anni venti ha espresso l’aspetto più duro della città e della vita contemporanea, ma ha dato ai suoi paesaggi urbani la forza delle architetture classiche e alle sue figure la solennità dei ritratti antichi. Di una classicità moderna, è stato uno dei maggiori protagonisti tra le due guerre: prima con il movimento del Novecento Italiano; poi con il sogno visionario di una rinascita dell’affresco e del mosaico. Amico personale di Mussolini e fascista della prima ora, Sironi ha dato forma nella sua pittura murale degli anni trenta alla dottrina del regime anche se la sua arte, potente e dolorosa, non diventerà mai un’arte di Stato.

La vita non lo ha risparmiato, tuttavia la sua pittura oppone alle tragedie dell’esistenza e della storia un’ostinata volontà costruttiva. Almeno fino alla stagione ultima quando, svaniti sogni e illusioni, dipinge città frananti e visioni dell’Apocalisse.

Elena Pontiggia, storico dell’arte, è docente all’Accademia di Brera. Si occupa in particolare dell’arte internazionale fra le due guerre e del rapporto fra modernità e classicità. Collabora alla Stampa e a varie riviste. Tra i suoi ultimi volumi: Hopper (2004); Modernità e classicità. Il Ritorno all’ordine in Europa (2008, premio Carducci 2009); Christian Schad (in corso di stampa). Su Sironi ha curato numerose mostre e pubblicazioni.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti e non prevede l’accesso al percorso museale.