Lezioni di Architettura

5 ottobre - 23 novembre 2015

Firenze e le avanguardie Radicali. Progetti, azioni, super-visioni, oggetti extra

Seminario di Storia dell’architettura contemporanea

Docente Patrizia Mello – Dipartimento di Architettura

In collaborazione con Università degli studi di Firenze, Facoltà di Architettura

Tra la metà degli anni ’60 e la metà degli anni ‘70, Firenze è attraversata da un fermento di idee e di pensieri maturato all’interno della Facoltà di Architettura che pone le basi per una vera e propria rivoluzione del modo di concepire lo spazio abitato dall’uomo. Si tratta dell’effetto “radical”, un pensiero che pone questioni “fondamentali” sul futuro dell’ambiente costruito, facendo i conti con l’ingombrante eredità dei pensatori del Movimento Moderno e con la portata storica dei contributi forniti in campo politico e sociale. Al processo partecipano forze eterogenee che spaziano dall’architettura all’arte, alla musica, al teatro, tutte accomunate dalla voglia di capovolgere gli assetti del presente, accelerando tempi e situazioni. Firenze diventa oggetto di azzardate elaborazioni teoriche, di prefigurazioni disinibite e disinteressate. Gli strumenti del pensiero si mescolano in uno scambio proficuo, attingendo a piene mani a tutta la cultura espressiva. Il pensiero delle avanguardie radicali si diffonde in altre città italiane e trova eco in Europa.

Il seminario intende esplorare in primo luogo la ricchezza del pensiero dei principali esponenti radicals (Archizoom, Superstudio, Ufo, 9999, Zziggurat, Gianni Pettena, Remo Buti) e dei loro contributi, con particolare attenzione a quelli rivolti alla città di Firenze. L’indagine prosegue attraverso l’analisi della portata teorica di tali idee in relazione al più vasto rinnovamento dei linguaggi e dei metodi progettuali sviluppatisi in quegli anni a livello internazionale; nonché la valutazione dell’impatto sulla pratica progettuale e sui processi di formazione a distanza di alcuni decenni. Tra le altre finalità, la ricostruzione del clima culturale fiorentino di quegli anni, citando personalità di rilievo attive al di fuori del campo architettonico, quali: Sylvano Bussotti, Giancarlo Cardini, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Mario Mariotti, Eugenio Miccini, Alberto Moretti, Maurizio Nannucci, Lamberto Pignotti, e molti altri.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (l’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale).

Calendario degli incontri del seminario:

  • Lunedì 28 settembre ore 15.30, Patrizia Mello
  • Lunedì 5 ottobre ore 15.30, Patrizia Mello
  • Lunedì 12 ottobre ore 15.30, Superstudio: Adolfo Natalini
  • Lunedì 19 ottobre ore 15.30, Archizoom: Gilberto Corretti
  • Lunedì 26 ottobre ore 15.30, Zziggurat: Alberto Breschi
  • Lunedì 2 novembre ore 15.30, UFO: Lapo Binazzi
  • Lunedì 9 novembre ore 15.30, Gianni Pettena
  • Lunedì 16 novembre ore 15.30, Remo Buti
  • Lunedì 23 novembre ore 15.30, 9999: Carlo Caldini

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Realizzato con la collaborazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato nell’ambito del progetto regionale: “Cantiere Toscana Contemporanea”

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9999, il gruppo nasce a Firenze nel 1969 ed è formato da Giorgio Birelli (Firenze, 1940), Carlo Caldini (Impruneta, Firenze, 1941), Fabrizio Fiumi (Firenze, 1943 – Los Angeles, 2013) e Paolo Galli (Firenze, 1940 – 2008). Nello stesso anno realizza la discoteca Space Electronic, gestita dai suoi componenti, e che ospitava manifestazioni sperimentali teatrali, musicali, didattiche. Il progetto riprendeva il lavoro di progettazione già svolto durante il corso sul “Piper” come spazio di coinvolgimento, tenuto da Leonardo Savioli alla Facoltà di Architettura di Firenze nel 1966. Tra le operazioni più spettacolari e critiche del gruppo, l’Happening progettuale che coinvolgeva Ponte Vecchio a Firenze (1968). Nel 1971, in occasione del concorso Salvataggio di Venezia, presenta un’architettura fatta di verde per la città lagunare. Nel 1972, partecipa alla mostra Italy: The New Domestic Landscape (MoMA, New York) con il progetto della camera da letto della “Casa orto”, allestita nel 1971 all’interno dello Space Electronic.
Nel 1973 i componenti di 9999 sono tra i soci fondatori dei “Global Tools – Laboratori Didattici Per La Creatività Individuale”.

UFO, gruppo fondato durante le agitazioni studentesche del 1967 alla Facoltà di Architettura di Firenze da Lapo Binazzi (Firenze, 1943), Riccardo Foresi (Firenze, 1941), Titti Maschietto (Viareggio, 1942), Carlo Bachi (Pisa, 1939) e Patrizia Cammeo (Firenze, 1943), opera sul campo portando temi progettuali e critica del sistema sociale in piazza, contro un genere di professionismo asfittico che lavora cucendo progetti senza anima. In questa operazione si inseriscono gli Urboeffimeri (1968); il Superhappening Chicken Circus Circulation (1968) a San Giovanni Valdarno; il Reportage sulle Case A.N.A.S. (1969-73), Giro d’Italia (1971-74), la Controguida di Firenze (1974) e molti altri. In occasione del convegno “Innovazioni tematiche espressive e linguistiche della letteratura italiana del Novecento” (New York, 1973), Umberto Eco ha inserito uno dei “falsi questionari sociologici” di UFO tra le forme espressive innovative.
Nel 1973 i componenti del gruppo sono tra i soci fondatori dei “Global Tools – Laboratori Didattici Per La Creatività Individuale”.

Gianni Pettena, nato a Bolzano nel 1940, si laurea in architettura a Firenze dove ha insegnato Storia dell’architettura contemporanea fino a pochi anni fa. Tra i fondatori del radicale fiorentino, conduce la sua sperimentazione da un punto di vista pratico e teorico. Il suo primo libro L’anarchitetto (1972) può essere considerato opera “radicale” quanto gli interventi sull’ambiente condotti negli Stati Uniti o le performances compiute con amici artisti anche in occasione di Triennali o Biennali.
Caratteristica costante del suo operare era l’interesse per quanto si andava registrando nell’ambito delle altre arti e la derivazione da queste di linguaggi critico-espressivi, in particolare durante i numerosi soggiorni negli USA all’inizio degli anni Settanta. Nel 1973 è tra i soci fondatori dei “Global Tools” – Laboratori Didattici Per La Creatività Individuale”.

Remo Buti, nato nel 1938 a Quinto (Firenze), inizia la sua attività come ceramista. Si è laureato in architettura a Firenze dove, fino a pochi anni fa, ha tenuto il corso di Arredamento e Architettura degli Interni. Ha svolto lavoro di ricerca nel campo del progetto, del design e della comunicazione visiva. Si segnalano i suoi Domestic Gardens e i Giardini all’italiana del 1970 formati da piccoli elementi ceramici variamente componibili e la serie gustosa e criticamente pungente dei Piatti d’architettura del 1978. Ha esposto i suoi progetti sia alla Triennale di Milano che alla Biennale di Venezia. Vicino ai contemporanei radicali fiorentini, ha partecipato alla nascita dei “Global Tools – Laboratori Didattici Per La Creatività Individuale” (1973). Sul piano didattico ha portato avanti una lucida impostazione critica nei confronti della professione di architetto, stimolando una creatività libera e alternativa.
«Recupero poetico dell’oggetto – scrive Buti – superamento del funzionalismo che porta all’aridità dei processi creativi sottomessi a criteri produttivi, al semplicismo spirituale. Liberazione della fantasia e dell’esperienza esistenziale contro l’impostazione massificata di sistemi produttivi asettici e analitici e contro la tirannide del sistema economico competitivo» (R. Buti, L’utente nel paese delle meraviglie, in «Casabella», n. 362, 1972).