La videoarte italiana dagli anni ’70 agli anni ‘90

Mercoledì 11 gennaio ore 17.30

Intervengono Silvia Grandi, Gianni Melotti e Maurizio Marco Tozzi

Dalle meravigliose esperienze sperimentali degli anni Settanta fino ai giorni nostri, l’Italia è sempre stata un centro propulsore per lo sviluppo della videoarte. Un patrimonio culturale molto spesso sottovalutato la cui storia è una continua scoperta. La conferenza sarà l’occasione per ripercorre i momenti più significativi dei primi decenni, a partire dagli anni Settanta fino agli anni Novanta. Il racconto prenderà avvio dagli avvenimenti che portarono l’Italia ad essere uno dei centri internazionali di produzione e diffusione della videoarte: dalla mostra Gennaio ’70 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, alle performance della Galleria L’Attico di Roma, alle prime opere realizzate alla Galleria del Cavallino di Venezia, ad art/tapes/22 di Firenze e al Centro Videoarte Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Seguirà il racconto delle vicende degli anni Ottanta: la formazione del collettivo Studio Azzurro, e del gruppo Correnti Magnetiche, le sperimentazioni di Giacomo Verde e Gianni Toti e la nascita di Ondavideo, una delle prime manifestazioni, attiva ancora oggi, intorno alle nuove tecnologie e al loro uso artistico. Infine gli anni Novanta, un periodo che ha visto questa espressione artistica in continua evoluzione diventare protagonista dei più importanti festival internazionali.

 

Silvia Grandi, ricercatrice presso il Dipartimento delle Arti visive, performative, mediali dell’Università di Bologna, insegna Fenomenologia dell’arte contemporanea nella Laurea magistrale in Arti visive e Fenomenologia degli stili nel CdL DAMS.

I suoi interessi sono rivolti al panorama artistico del XX secolo, con un’attenzione particolare alle relazioni tra arte e moda e alle contaminazioni presenti negli ultimi decenni fra le varie aree del visivo (arte, video, pubblicità) e della progettazione oggettuale (moda, design) alla luce dell’evoluzione dei nuovi media.

Come critico d’arte ha collaborato con numerose riviste di settore (Ars, Artel Flash art, La Stanza Rossa, Segno, Tema Celeste, Titolo) ed è curatore di mostre e rassegne d’arte contemporanea. Per due anni (2000-2001) inoltre ha coordinato le attività espositive e la comunicazione dello Spazio Salara di Bologna, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, su incarico dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna.

 

Gianni Melotti studia arte e fotografia all’Istituto e Magistero d’Arte di Firenze. Dal 1974 inizia a lavorare come fotografo professionista presso la casa di videoproduzione d’artista art/tapes/22 di Maria Gloria Bicocchi, a Firenze, documentando la video-ricerca di numerosi artisti internazionali come: Chris Burden, Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Urs Luthi, Nam June Paik, Charlemagne Palestine, Giulio Paolini, Arnulf Rainer, Bill Viola. Nei suoi archivi è conservato tutto il materiale fotografico originale di art/tapes/22, (backstage e still frame), tra pellicola negativa e diapositiva, e nel formato digitale. Durante gli stessi anni fotografa l’attività dello spazio artistico Zona non profit art space, di Firenze e in più occasioni presenta in questo luogo la propria ricerca.

Del 2011, a Venezia, è la partecipazione alla mostra Video Medium Intermedium, a cura di Bice Curiger, in cui sono esposte le sue fotografie di art/tapes/22 di proprietà dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della fondazione La Biennale di Venezia. Nel 2013 partecipa alla mostra Parole, parole, parole…, curata da Stefano Pezzato al Museo Pecci di Milano. Dal 2014 alcune fotografie backstage e still frame fanno parte della collezione permanente del Museo Novecento di Firenze.

Maurizio Marco Tozzi è un curatore d’arte contemporanea. Da anni dedica le sue ricerche ai linguaggi audiovisivi e al rapporto fra creatività e nuove tecnologie. E’ laureato in Cinema ed Immagine Elettronica all’Università di Pisa e specializzato in Net Art e Culture Digitali presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Dirige Over The Real – Festival Internazionale di Video Arte ed ha curato esposizioni alle quali hanno partecipato fra gli altri: Alessandro Amaducci, Angelica Bergamini, Alain Escalle, Bill Viola, Bruno Larini, Christian Boustani, Giacomo Verde, John Bizas, Lino Strangis, Marcantonio Lunardi, Paolo Cirio, Tommaso Tozzi; ed ha collaborato con Invideo Milano, La Casa Totiana e la piattaforma virtuale del Museo del Metaverso. Partecipa a conferenze su vari temi dell’arte contemporanea affrontati anche nei suoi saggi fra cui il recente La Videoarte Italiana (2016) edito da Danilo Montanari e Seamless Interaction with Works of Art pubblicato all’interno di Media Art. Towards a New Definition of Arts in the Age of Technology (2015). E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1993 e collabora con diverse testate, fra cui Juliet Art Magazine.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.

Daniel Buren, backstage, 1974, art/tapes/22,  Photo © Copyright Archivio Gianni Melotti, Firenze