Gillo Dorfles: L’arte che ho incontrato nella mia vita

rinviato a data da destinarsi

Si informa che l’incontro è rimandato a data da destinarsi. Confidiamo di poter dare a breve comunicazione della nuova data.

Gillo Dorfles in conversazione con Aldo Colonetti e Luigi Sansone
In collaborazione con IED

Il titolo dell’incontro prende spunto da uno degli ultimi libri di Gillo Dorfles, Gli artisti che ho incontrato, dove un testimone eccezionale racconta, attraverso l’attività di critico militante, quasi giorno dopo giorno, le “oscillazioni del gusto”, per usare ancora il titolo di un famoso, sempre attuale, suo scritto. Come ad affermare che arte e vita scorrono insieme, e non è possibile separare gli artisti dall’ arte, perché la relazione con il  proprio tempo e la propria esistenza è la condizione fondamentale per dare un significato al “fare arte” e alla dimensione estetica.

Essere aperti sul mondo, utilizzare al meglio una delle qualità fondamentali di Dorfles, l’essere ecclettici, ovvero avere lo sguardo rivolto dovunque, soprattutto là dove forse è impensabile, a una lettura superficiale, un’esperienza estetica e, soprattutto, cogliere anche negli indizi marginali dei linguaggi artistici, la sperimentazione e l’autenticità. Dalla fine degli anni ’20 del secolo scorso ad oggi, Gillo Dorfles rappresenta un riferimento insostituibile, per orientare i nostri giudizi e soprattutto per farci “da guida” in una contemporaneità sempre più difficile da comprendere e interpretare.

L’arte che ho incontrato nella mia vita è anche un  diario di viaggio,  all’interno delle esperienze e dei linguaggi delle arti, che non dimentica mai la persona.

 

Gillo Dorfles, personalità tra le più poliedriche del panorama culturale contemporaneo, dopo una fertile fase di sperimentazione in campo artistico si è dedicato agli studi di estetica e alla critica d’arte, interessandosi all’avanguardia, al rapporto fra arte e industria e al fenomeno del gusto nella civiltà contemporanea. Tra i fondatori del Movimento per l’Arte Concreta (1948), alla fine degli anni Cinquanta si dedica agli studi di estetica (insegnando presso le università di Trieste, Milano e Cagliari) e all’esercizio della critica d’arte. La sua produzione artistica, oltre che nelle mostre collettive del MAC, è stata esposta in varie personali. Tra le sue opere principali si ricordano L’architettura moderna (1954), Simbolo comunicazione consumo (1962), Nuovi riti, nuovi miti (1965), Artificio e natura (1968), Il Kitsch (1968), Le oscillazioni del gusto (1970), Mode & Modi (1979), Il feticcio quotidiano (1988); Horror pleni. La (in)civiltà del rumore (2008), 99+1 risposte (2010), Irritazioni (2010), Gli artisti che ho incontrato (2015).

Aldo Colonetti,filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, dal 1985 è direttore dell’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano e dal 1998 è Direttore Scientifico del Gruppo IED (Milano, Torino, Roma, Venezia, Firenze, Cagliari, Madrid, Barcellona, San Paolo). Visiting Professor presso numerose università italiane (Milano, Roma, Siena, Venezia, Palermo) e straniere (Helsinki, Chicago, San Paolo, Osaka, Santiago del Cile, Madrid, Los Angeles, Pasadena – Art Center, Lugano – Accademia dell’Architettura), ha fatto parte della direzione della rivista “Alfabeta” ed è stato redattore di “Linea Grafica” e di “Area”. Nel 1991 è stato nominato direttore di “Ottagono”, rivista internazionale di disegno industriale. È consulente, per quanto riguarda il design e l’architettura, della Direzione Culturale del Ministero degli Esteri. Dal 2008 fa parte del Comitato Scientifico del Design Center di Bologna ed è coordinatore culturale di Torino Design Week. Autore e curatore di numerose pubblicazioni, ha coordinato e organizzato mostre e iniziative culturali dedicate alla grafica, al design e all’architettura, sia in Italia sia all’estero.

Luigi Sansone, critico d’arte, ha pubblicato i cataloghi ragionati di Salvatore Scarpitta, Gillo Dorfles e Attilio Alfieri. È curatore di mostre nazionali e internazionali, tra cui  F T Marinetti = Futurismo (Milano, 2009) e Gallerie milanesi tra le due guerre (Milano, 2016).

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.
È consigliata la prenotazione:
segreteria.museonovecento@muse.comune.fi.it