ENRICO BAJ: DAGLI ULTRACORPI ALL’APOCALISSE

14 novembre, ore 16.30

Intervengono Roberta Cerini Baj, Luca Bochicchio, Chiara Gatti e Angela Sanna

Enrico Baj (1924-2003), noto artista e intellettuale milanese scomparso nel 2003, è stato di recente oggetto della mostra Enrico Baj. L’invasione degli ultracorpi, allestita al Museo Archeologico Regionale di Aosta. Dopo il successo di questa retrospettiva, dedicata al tema dell’ultracorpo, figura nella quale convergono, con spavalda ironia, i nuovi miti della fantascienza e lo specchio di un malessere diffuso nella quotidianità e nei ritmi abituali della middle class, l’artista torna protagonista di un’esposizione dal taglio inedito promossa dal polo museale dell’alto milanese per l’arte contemporanea: Mirabili mostri. L’apocalisse secondo Baj (6 novembre 2016 – 26 febbraio 2017), curata da Roberta Cerini Baj, Chiara Gatti, Emma Zanella. Fulcro di un unico progetto culturale che unisce le due sedi del MA*GA di Gallarate e di Palazzo Leone da Perego a Legnano, questa iniziativa presenta un affondo su un unico tema e un importante ciclo narrativo, l’installazione monumentale dell’Apocalisse a cui Enrico Baj lavorò a cavallo fra gli anni settanta e ottanta, aggiungendo sagoma a sagoma, personaggio a personaggio, in una giostra di creature maligne e grottesche, un carosello di mostruosità esuberanti, un abisso psichedelico di danze macabre concepite per essere lo specchio di un mondo in degrado, viziato dal benessere a tal punto da non accorgersi del gorgo che lo inghiotte. Partendo da questi temi, la conferenza propone un incontro sulla figura poliedrica e controversa dell’artista al quale parteciperanno la vedova, Roberta Cerini Baj, che ricorderà alcuni episodi della carriera artistica del maestro e dei suoi contatti con figure culturali di primo piano, da Raymond Queneau a André Breton, da Marcel Duchamp a Asger Jorn, da Edoardo Sanguineti a Piero Manzoni. Seguiranno i contributi di Chiara Gatti sul tema dell’ultracorpo e dell’Apocalisse visto in una prospettiva di tipo antropologico; quello di Luca Bochicchio sul tema delle “modificazioni” in Baj e Jorn e, infine, quello di Angela Sanna sul ruolo fondante di Baj nella patafisica.

Luca Bochicchio è storico dell’arte, critico e curatore. Dottore di Ricerca in Arti, Spettacolo e Tecnologie Multimediali, dal 2009 ha svolto ricerche in Italia, Argentina, Francia e Danimarca per conto del DIRAAS Università di Genova. Presso lo stesso ateneo è tutt’oggi collaboratore dell’Archivio d’Arte Contemporanea. Dal 2011 cura il progetto MuDA Museo Diffuso Albisola, che comprende la Casa Museo Jorn della quale è direttore artistico dal 2015. Tra le mostre recenti ha curato: TERRA! Le vie della ceramica tra Liguria e Piemonte (con Andreina D’Agliano, Musei di Torino, Castellamonte, Mondovì, Savona e Albisole, in corso); Antonietta Raphael. Continuità del mito (Galleria Narciso, Torino 2015); Baj. Figure dell’immaginario 1951-2003 (Museo d’Arte di Palazzo Gavotti, Savona 2015); Nero/Critica in Arte (Museo d’Arte della Città di Ravenna, 2014); Asger Jorn. Oltre la Forma (Musei di Savona e Albisola 2014). E’ in uscita la monografia Scultura e memoria. Leoncillo, i caduti e i sopravvissuti (Mimesis 2016, cds). Nel 2014 ha curato con Paola Valenti il volume Asger Jorn. Oltre la Forma/The Form and Beyond (Genova University Press). Nel 2013 ha curato con Franco Sborgi il volume Ceramica contemporanea all’aperto. Studi sulla conservazione e il restauro (Aracne). E’ autore inoltre di saggi in cataloghi, volumi e riviste quali “L’Uomo Nero”, “Elephant & Castle”, “Forma”, “Material Culture Review”, “Tecnologie Didattiche”, “Faenza”, “Kaypunku”, “Opuscula Musealia”. Collabora regolarmente con le riviste “Espoarte” e “La Ceramica in Italia e nel mondo”.

Roberta Cerini conosce Enrico Baj nel 1964 e ne diventa la compagna di vita sposandolo nel 1966. Fin da quegli anni, densi di attività in ogni settore dell’arte e ricco di scambi e incontri con il mondo della cultura, Roberta Baj partecipa attivamente alle vicende artistiche del consorte entrando in contatto con l’intellighenzia e con gli artisti di un vastissimo entourage internazionale. Testimone, complice e consulente di primo piano nell’organizzazione di numerose mostre incentrate su Baj, ha curato, tra l’altro, la sezione archivistica e fotografica dei cataloghi generali dell’artista. Roberta Baj è proprietaria e responsabile dell’Archivio Baj (Vergiate), di cui ha catalogato e sistemato l’imponente insieme di carteggi, documenti, fotografie, cataloghi, libri, opere. Il suo ruolo di consigliera ed esperta dell’opera dell’artista offre oggi un contributo indispensabile per lo studio della sua opera e per la pianificazione e l’organizzazione di eventi a lui inerenti. Oltre ad aver collaborato in prima persona a importanti esposizioni di recente realizzazione, tra le quali Enrico Baj. Bambini, ultracorpi e altre storie (Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro), Enrico Baj (New York, Luxembourg & Dayan), Baj Mobili Animati (Milano, Fondazione Giorgio Marconi), è stata curatrice o co-curatrice delle mostre Baj Dalla materia alla figura (Castiglioncello, Castello Pasquini), Baj Figure dell’immaginario 1951-2003 (Savona, Museo d’Arte e Palazzo Gavotti), Enrico Baj Apocalisse (Pietrasanta, Chiostro di Sant’Agostino), Enrico Baj. L’invasione degli ultracorpi (Aosta, Museo Archeologico Regionale-Legnano, Palazzo Leone da Perego).

Chiara Gatti è storica e critica dell’arte, specialista di scultura e di grafica moderne e contemporanee. Scrive per le pagine del quotidiano La Repubblica. Ha curato monografiche e testi critici dedicati, fra gli altri, a Édouard Manet, Adolfo Wildt, George Rouault, Joan Miró, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Leone Lodi, Marino Marini, Fausto Melotti, Angelo Bozzola, Gianfranco Ferroni, Enrico Baj, Maria Lai, Carlo Ramous, Mimmo Paladino, Bernardí Roig. Ha sviluppato contributi scientifici su temi come: l’arte tessile fra cultura primigenia e recupero della tessitura nell’ambito delle visual arts contemporanee; il pensiero anarchico veicolato dalle riviste francesi anarchiche di fine Ottocento. Il futurismo e l’estetica della velocità. Ha pubblicato per la casa editrice Bruno Mondadori, il manuale d’arte contemporanea L’arte tra noi. Ad Alberto Giacometti ha dedicato numerose pubblicazioni, legate a un ciclo di mostre in varie sedi europee, analizzato il rapporto del maestro con le culture arcaiche. Ha firmato inoltre Insolite natività per le edizioni Interlinea. Ha curato, di recente, per il Museo Francesco Messina di Milano, in collaborazione con l’Institut du Monde Arabe di Parigi, la mostra Il mio nome è cavallo. Immagini tra Oriente e Occidente, prodotta dal Comune di Milano e da Officina Libraria con il Patrocinio di ICOM.

Angela Sanna è professore di Storia dell’arte contemporanea presso le Accademie di Belle Arti. Laureata in Storia dell’arte all’Università degli studi di Firenze, ha conseguito il Dottorato di ricerca (PhD) e il perfezionamento post lauream all’Université de Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Ha al suo attivo numerose ricerche e pubblicazioni, in Italia e Francia, orientate su più aspetti dell’arte moderna e contemporanea, dai rapporti tra Milano e Parigi nel secondo dopoguerra, con particolare riferimento all’opera di Enrico Baj e del movimento post-surrealista Phases, agli scritti di poetica di Baj, André Breton, Lucio Fontana, Edouard Jaguer. Ha collaborato con istituzioni, musei e gallerie tra cui il Centre Pompidou (Parigi), la Fondazione Arnaldo Pomodoro (Milano), il Museo Archeologico di Aosta, l’Accademia delle Arti del Disegno (Firenze), il Museo Pecci (Prato) e, in modo particolare, il Museo Rodolfo Siviero (Firenze), del quale ha pubblicato i cataloghi delle opere dal Medioevo al Settecento e del XX secolo, oltre a vari scritti inerenti ai rapporti tra Siviero e l’arte del ‘900.  Ha curato e/o collaborato a diverse mostre di artisti contemporanei, occupandosi anche di monografie, scritti e DVD su musei e maestri di risonanza internazionale

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.

Foto: Parigi, all’uscita del Salon de Mai, 1966 da sinistra Cesare Peverelli, dietro di lui la moglie, al centro Roberta ed Enrico Baj, sopra Kengiro Azuma e Gianni Dova in alto a destra.
©Archivio Enrico Baj