Outdoor: l’arte esce dal Museo Novecento e va incontro al pubblico

14 novembre 2018

Parte il progetto per la circolazione e la valorizzazione delle opere delle collezioni civiche ideato da Sergio Risaliti.

Per il 2018, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Firenze, il progetto vedrà protagoniste le scuole fiorentine. Prossimo step sarà portare le opere anche in ospedali, carceri, istituti per anziani, biblioteche, aziende e case private.

Firenze, 14 novembre 2018 – Le opere d’arte escono dal perimetro del Museo e vanno, letteralmente, a trovare il loro pubblico. È con questo spirito che nasce il progetto Outdoor, ideato dal direttore artistico del Museo Novecento Sergio Risaliti e realizzato dall’Associazione MUS.E, grazie al contributo di alcuni sponsor tecnici (Apice, Magjlt e Rossella Lari).

Nell’ottica di una maggiore valorizzazione delle collezioni civiche, anche al di fuori delle mura del museo, e della nascita di relazioni con altre istituzioni del territorio, il Museo Novecento organizza una serie di iniziative volte a raccontare e rileggere gli artisti e le opere della propria raccolta. Il progetto Outdoor prevede di esporre dipinti e sculture delle collezioni novecentesche all’interno di scuole, ospedali, carceri, istituti per anziani, biblioteche, aziende e case private. L’iniziativa risponde al duplice intento di promuovere la conoscenza delle raccolte del Comune di Firenze intercettando e mettendo al centro pubblici diversi in contesti quotidiani, talvolta anche molto lontani dalla dimensione museale, e di favorire un incontro diretto con l’opera d’arte, mettendo in luce anche aspetti della sua storia ed esistenza materiale. L’esposizione, dedicata di volta in volta ad una singola opera, sarà accompagnata dalla presenza di un mediatore che presenterà l’artista e il suo lavoro.

Per il 2018, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Firenze, il progetto è stato inserito nel programma Chiavi della Città prevedendo una prima fase sperimentale con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.

Il primo ad aderire è stato l’istituto comprensivo Oltrarno (via dei Cardatori, 3) che mercoledì 14 novembre ha visto le classi 3a e 3e della Scuola Secondaria di primo grado inaugurare la fase sperimentale del progetto. I piccoli studenti hanno assistito all’arrivo dell’opera, “Natura morta con carpa e conchiglie e limoni nel paesaggio di Pomposa” di Filippo De Pisis, e alle operazioni di disimballaggio (apertura della cassa o di eventuali altre tipologie di imballo). Ad una breve analisi da parte di un restauratore, coinvolto nel progetto, ha fatto seguito un’introduzione sull’opera e sull’attività dell’artista da parte del dipartimento di mediazione culturale dell’Associazione MUS.E. È prevista anche una fase laboratoriale. In un secondo momento gli insegnanti potranno lavorare in autonomia con i bambini e i ragazzi sull’opera.

Le prossime opere ad andare “in trasferta” nelle scuole fiorentine saranno “Albero viola e casa bianca” di Severo Pozzati e “Figure nello spazio” di Virgilio Guidi.

“Proseguiamo nel percorso intrapreso con il progetto de ‘Le Chiavi della Città’ – ha sottolineato la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachicon il quale cerchiamo di portare nelle scuole la ricchezza del nostro territorio e della nostra città. Grazie ad ‘Outdoor’ i nostri cittadini più giovani potranno scoprire cosa significa prendersi cura di un’opera d’arte: il trasporto, il restauro, la conservazione. L’auspicio è che sempre più insegnanti scelgano di accogliere opere d’arte in classe”.

“Molte azioni sono necessarie per valorizzare e divulgare arte – spiega il direttore Sergio Risaliti La mediazione culturale all’interno di un museo è la prima tra queste. Abbiamo immaginato di creare un ulteriore collegamento tra le opere della collezione e il pubblico, invertendo la direzione. In questo caso sono le opere che raggiungono le persone nel loro habitat quotidiano. In primis i bambini e i ragazzi nelle scuole. Ci sposteremo, però, anche negli ospedali, nei luoghi di detenzione, nelle aziende e perfino nelle case private. Immaginate la sorpresa! Un quadro arriva in classe direttamente dal museo. Che emozione. Una famiglia ospita una scultura per una sera. L’azienda si ferma per un’ora per dedicarsi alla contemplazione di un’opera d’arte. Quale privilegio! Per un giorno essere custodi di un bene prezioso come l’arte. Una volta in classe faremo capire come si preserva nella sua cassa il dipinto. Saremo in compagnia di un restauratore in camice bianco per analizzare il manufatto con lenti speciali. Lo storico dell’arte che racconterà aneddoti sulla vita e illustrerà i significati riposti. Oltre al funzionario della sovrintendenza. Siamo convinti di collaborare alla crescita dell’amore per l’arte, senza cui parole come tutela e conservazione rischiano di rimbalzare a vuoto”.

Il progetto non si esaurisce con l’esperienza nelle scuole, un quadro o una scultura saranno gli ospiti principali di eventi organizzati anche all’interno di ospedali, carceri, biblioteche, istituti per anziani, aziende e case private. Simili occasioni nascono con l’intento di valorizzare l’opera e di incentivare la sensibilizzazione nei confronti dell’arte moderna e contemporanea, offrendo ai convenuti l’opportunità di un faccia a faccia ravvicinato con alcuni dei capolavori presenti nelle collezioni civiche.