CLAIRE FONTAINE. SIAMO CON VOI NELLA NOTTE

12.12.2020 - 11.03.2021

Siamo con voi nella notte è il titolo del grande led che il collettivo artistico internazionale Claire Fontaine installerà sulla facciata esterna del Museo Novecento in occasione di F-light – Firenze Light Festival, dal 12 dicembre 2020 all’11 marzo 2021.

La grande scritta luminosa trasformerà la facciata del Museo in uno spazio di confine, un ideale diaframma che mette in relazione i contenuti visivi normalmente conservati all’interno dell’edificio, con la piazza e lo spazio pubblico all’esterno.

Si tratta del secondo dei tre interventi della coppia artistica al Museo Novecento, dopo il primo realizzato in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, e il terzo previsto per il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria. Una nuova forma di mostra personale suddivisa in tre parti con a monte la decisione di occupare lo spazio pubblico in un momento dell’anno in cui la condivisione fisica è limitata al massimo a causa della pandemia. Il Museo Novecento risponde con queste tre azioni artistiche al momento storico e si connette con la comunità cittadina con opere di forte significato politico. Siamo con voi nella notte si illumina in senso etico scandendo dialetticamente il contrasto tra il peso della notte e la forza luminosa della condivisione.

La scritta Siamo con voi nella notte (2008) prende ispirazione dai murales apparsi negli anni Settanta sui muri di varie città italiane come segno di solidarietà nei confronti dei prigionieri politici. Il significato del lavoro di Claire Fontaine tuttavia va oltre lo spirito originario con cui la scritta era stata pensata durante gli Anni di Piombo: “La notte” in questo caso rappresenta sì, la prigione ma anche la dimensione più oscura della paura e della disperazione, quando a fare luce sono le forze della resistenza, singolari e plurali, quelle della compassione reciproca: un lavoro perfetto per descrivere il momento che stiamo vivendo, di isolamento e di buio, e in cui la luce in fondo al tunnel può essere immaginata grazie alla capacità visionaria dell’arte, come spazio di libertà e come gesto rivoluzionario.

L’arte neo-concettuale di Claire Fontaine spesso ricorda opere di altri artisti o, come in questo caso, rielabora iconografie che fanno parte del nostro bagaglio visivo collettivo e si formalizza attraverso vari medium, come neon, fotografia, video, testo, pittura, scultura. La sua pratica può essere descritta come una continua interrogazione sull’impotenza politica e la crisi della singolarità che definiscono la società contemporanea. Operando in parallelo sia sull’immagine che sul linguaggio, Claire Fontaine elabora una poetica artistica che si sviluppa sul doppio binario dell’opera e del testo.

Un progetto a cura di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento e Paola Ugolini, curatrice indipendente.


Claire Fontaine

Claire Fontaine è un’artista collettiva fondata da James Thornhill e Fulvia Carnevale nel 2004 a Parigi. Dal 2017 vive e lavora a Palermo. Il suo nome è uno pseudonimo che suona come il nome proprio di una donna francese. I due artisti l’hanno scelto ispirandosi all’urinale di Duchamp (Fontaine) e a una nota marca di cancelleria francese (Clairefontaine) volendo deliberatamente creare l’equivoco, affinché le loro biografie non fossero direttamente associate alle opere, in modo da poter trasformare il lavoro in uno spazio di libertà. L’uso della citazione e del pirataggio è legato alla stessa intenzione: la pratica di Claire Fontaine non si focalizza sul genio individuale e l’eccellenza dei singoli ma ricerca l’attivazione delle forze e delle forme presenti nella storia dell’arte e sottolinea il loro contenuto politico. Per l’artista esiste un valore d’uso delle immagini che è il loro potere di mettere in movimento i nostri corpi e i nostri pensieri, di illuminare il sensibile. Claire Fontaine usa vari medium e rifiuta l’obbligo della riconoscibilità formale nel suo lavoro, che invece considera come una ricerca sperimentale in progress, un’esplorazione continua. Utilizza il video, la scultura, i testi luminosi spesso in neon, la pittura e la scrittura sia letteraria che saggistica.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo l’antologia Lo sciopero umano e l’arte di creare la libertà, Derive Approdi, 2017, tradotta in Francese per Diaphanes, 2019 e in inglese per Semiotext(e) i libri d’artista: con Some instructions for the sharing of private property, One Star Press, 2011 e Vivre, vaincre, Dilecta, 2009.
Due monografie sono state pubblicate sull’artista da Koenig Books, Newsfloor, 2020, con testi di Anita Chari e Jaleh Mansoor e Foreigners Everywhere, 2011, con testi di L. Ragaglia, Bernard Blistène, Nicolas Liucci-Goutnikov, John Kelsey, Hal Foster.
Una selezione di mostre personali include Your Money and Your Life, Galerias Municipais, Lisbona, 2019; La Borsa e la vita, Palazzo Ducale, Genova, 2019; Les printemps seront silencieux, Le Confort Moderne, Poitiers, 2019; #displaced, Städtische Galerie Norhdorn, Nordhorn, 2019 ; Fortezzuola, Museo Pietro Canonica, Villa Medici, Roma, 2016; Tears, Jewish Museum, New York 2013; 1493, Espacio 1414, San Juan, Puerto Rico 2013; Sell Your Debt, Queen’s Nails, San Francisco 2013; Redemptions, CCA Wattis, San Francisco, 2013; Carelessness causes fire, Audian Gallery, Vancouver 2012; Breakfast starts at midnight, Index, The Swedish Contemporary Art Foundation Stockholm 2012; M-A-C-C-H-I-N-A-Z-IO-N-I, Museion, Bolzano, 2012; P.I.G.S., MUSAC, Castilla y León2011; Economies, Museum of Contemporary Art, North Miami 2010.