Ora et Labora – Frammenti di un discorso amoroso

14 febbraio - 28 maggio 2019

L’installazione site-specific di David Reimondo a cura di Gaspare Luigi Marcone, primo appuntamento del ciclo Ora et labora, ideato da Sergio Risaliti, che invita un artista contemporaneo a elaborare un lavoro per il loggiato del Museo.

In questo caso, Reimondo ha operato una riflessione sul celebre scritto di Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso. L’intellettuale francese, con le sue teorie sul linguaggio e sulla significazione, è diventato un punto di riferimento per la semiologia e la critica letteraria coinvolgendo altre scienze come psicanalisi e sociologia.

L’installazione Frammenti di un discorso amoroso (in mostra fino al 28 maggio) è un’opera site specific per il loggiato del Museo Novecento costituita da una rete metallica con circa 11mila led; la “griglia”, di grandi dimensioni (1,30 × 20 metri circa), è assemblata e saldata in modo artigianale mentre i led sono portatori di un messaggio volto all’attualità. Su questo “grande schermo” si aggregano e si disgregano i “frammenti” dei nuovi “simboli” elaborati da Reimondo. Infatti, l’artista, evocando alcune sezioni del volume di Barthes, ha realizzato delle riprese video usando dei semi naturali che, disposti fino a costruire un suo “simbolo”, venivano poi disgregati dal soffio d’aria di un compressore. Queste riprese sono state trasferite su file digitale così da vedere le “immagini in movimento” proiettate sulla rete di led. In sostanza su questo schermo i simboli di “abbraccio”, “cuore” o “magia” si compongono e disgregano ritmicamente con un movimento che parte dal “cuore” dell’installazione verso i suoi lati con un ritmo continuo di apertura e di chiusura. I “semi naturali” coesistono con i “semi artificiali” ossia i led; questi frammenti definiscono in modo compiuto i simboli dell’artista solo se il lavoro è guardato da lontano mentre, avvicinandosi, emerge un mosaico leggero di metallo e di luci quasi indecifrabile. In un’epoca in cui la tecnologia viene associata alla produzione di oggetti di design industriale e seriale, “impeccabile”, l’artista ha scelto invece l’artigianalità, data da un meticoloso lavoro manuale che resta comunque imperfetto con alcune sue tracce di casualità.