INCANTO – IRENE MONTINI & ROCCO GURRIERI

25.09.2020 - 21.02.2021

Incanto” è la prima mostra in un’istituzione pubblica del duo di giovani artisti Irene Montini & Rocco Gurrieri (25 settembre 2020 – 21 febbraio 2021). L’esposizione, curata da Sergio Risaliti e Luca Puri, nasce dalle costole di un film inedito prodotto dal Museo Novecento. I due artisti – entrambi fotografi e registi – hanno tratto dalle ambientazioni dell’opera filmica una serie di fotografie in grande formato, dando vita a un esperimento cinematografico e visivo che si compone di una galleria fotografica e di una piccola sala cinematografica. La serie fotografica mostra i temi propri del lavoro, lo sconvolgimento dell’ambiente domestico e il subentro dell’elemento magico nella realtà. Al secondo piano la proiezione dialoga con una “pianta aliena”, scultura dello scenografo Matteo Pucci che costituisce il perno centrale della narrativa di questa fiaba.

“Incanto è una fiaba nera dove la casa di famiglia diviene un luogo d’ombra e di passaggio fra mondi fantastici e diabolici. Si tratta di una favola terribile, un’educazione adolescenziale, spirituale, poetica e assassina si svolge in grandi case di campagna simili a vecchie signore abbandonate. Le protagoniste di queste favole, esseri unici e speciali, sono avvicinate e trascinate via da un mondo fantastico al quale segretamente appartengono. Solamente alcune tracce del loro passaggio, visibili agli occhi attenti, restano nella nostra realtà”, spiegano i curatori della mostra.

Due sorelle lasciate sole dalla madre pianista sono costrette a passare l’estate presso la grande casa degli zii. Lentamente rapite da nuovi giochi, idee amorali e libri proibiti, le due perdono il controllo sui propri desideri evocando un male senza nome che si manifesta come un organismo velenoso, ingannevole passaggio fra questo e altri mondi. Tempo dopo, in un’altra epoca e in un’altra estate, una ragazza abbandonata e curiosa di nome Madeleine viene a conoscenza degli eventi legati al loro destino e comincia a indagare. Sono storie dolci e spietate, ballate stonate di ragazzine sole destinate per natura a separarsi dalle famiglie per scivolare in luoghi diversi, magici e feroci.

I temi della crescita, la scoperta della sessualità e il fascino per il mistero permeano la maggior parte della produzione Irene Montini e Rocco Gurrieri, che si propone di raccontare esperienze tramite espedienti che trascendono la realtà. La magia, né buona né cattiva, si nasconde dietro a ogni angolo. I set colorati, colmi di dettagli e lo styling estremamente presente giocano con tagliente ironia sul filo di un tumulto interiore, fra amore e morte, sesso e innocenza. Le loro opere evocano un sovraccarico sensoriale onirico sempre sul punto di trasformarsi in un incubo e si propongono come un viaggio trasversale fra arte e moda dove la ricerca è volta a un sottile ribaltamento del precario concetto di “normalità”.

BIO
Irene Montini e Rocco Gurrieri sono un duo di fotografi e registi. Lavorano insieme dal 2017 realizzando editoriali, fashion film, animazioni sperimentali, illustrazioni e fumetti. Irene si è laureata in fotografia men-tre Rocco arriva da un percorso come assistente in due case di produzione cinematografica. I primi lavori sono animazioni girate in tecnica stop motion, Il tè delle 5 e Giallo spaghetti. Hanno pubblicato Fashion film ed editoriali per “Vice”, “I-d”, “Schön magazine”, “Contributor magazine”, “Dazed Beauty”, “Infringe Magazine”, “Navel magazine”, “Just magazine”, Luisa via Roma, Nike, Ferragamo, Reebok. Dopo aver diretto nel 2019 il documentario Sustainable Thinking per il Museo Salvatore Ferragamo e aver realizza-to gli scatti per il catalogo della mostra omonima, avviano il percorso che li porta a realizzare la mostra Incanto. Nella loro opera rivivono le atmosfere dei quadri di Hieronymus Bosch e Dorothea Tanning, gli incantesimi di Alice nel paese delle meraviglie, Pinocchio, le stranianti ambientazioni di David Lynch, Fel-lini, maestro del sogno e della magia e l’arte pulp di Nathalie Djurberg. I costanti riferimenti al cibo e le metafore sessuali attingono dalle surreali animazioni stop motion di Jan Švankmajer e ai coloratissimi in-cubi psicologici di Suzan Pitt. Storie irriverenti e senza lieto fine.

La mostra è realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.