DUEL – FRANCESCA BANCHELLI. I cani silenzosi se ne vanno via

11 Luglio 2020 - 12 Ottobre 2020

a cura di Sergio Risaliti e Eva Francioli

“Il momento che viviamo è un serbatoio di nuovi orizzonti e riscoperte tanto per singoli quanto per la società. È vertiginoso ma anche affascinante vivere ed essere testimoni di come il cambiamento possa arrivare tutto a un tratto, uno scivolo che ti porta da un piano a un altro”. Questo è quanto dichiara Francesca Banchelli (Montevarchi, Arezzo 1981), protagonista dell’ottavo appuntamento del progetto Duel, il cui titolo rimanda a un duello dialettico tra gli artisti contemporanei e il patrimonio artistico museale.

I cani silenziosi se ne vanno via è la prima personale dell’artista toscana all’interno di un museo italiano. Il percorso espositivo nasce e si sviluppa attorno al dialogo con l’opera Apocalisse, dipinta da Scipione (Gino Bonichi) nel lontano 1930 e selezionata da Banchelli diversi mesi fa, prima che il mondo venisse travolto dalla pandemia. Vista con il senno di poi, la sua scelta può suonare quasi come una profezia, un presagio o una fortunata intuizione. In realtà si tratta, più probabilmente, della capacità di alcuni artisti di percepire il mondo e l’attualità, di posizionarsi in essi, al punto giusto e al momento giusto. Francesca Banchelli ha un’idea ben precisa della funzione dell’arte e della pratica artistica, che forse la avvicina al suo predecessore Scipione. È convinta della necessità dell’opera come epifania ed evento gnoseologico imprescindibile all’evoluzione della specie umana. Ci sono elementi linguistici, inoltre, che legano il percorso della Banchelli a Scipione, e per estensione a quel clima artistico, a quella temperatura stilistica; un certo modo di intendere il linguaggio figurativo come strumento di approdo alla realtà attraverso l’esperienza onirica, surreale dell’immaginario e del sogno.

Come molti altri artisti della sua generazione, Francesca Banchelli lavora con materiali e tecniche diversi, dalle azioni performative, tra danza e teatro, ai video, al disegno, alla pittura, alla scultura e al suono. Tutte le opere esposte restituiscono in questo senso la poliedricità della sua attività e si legano ad un progetto che l’artista porta avanti da diversi anni attorno al tema del fuggitivo. I fuggitivi sono figure solitarie o piccole comunità che si incamminano e si incontrano, fisicamente o idealmente, per riformulare un nuovo inizio, a partire da qualcosa che si è interrotto o è stato distrutto. Soggetti di un’esperienza umana del mondo e della storia che sembrano sospesi tra il naufragio e l’approdo, in un tempo in cui fare comunità, creare un nucleo, fatto di desideri e aspettative condivise sembra poter essere l’inizio di una rivoluzione neo-umanistica che potrà coinvolgere alla fine tutti. Apocalisse e l’epopea dei Fuggitivi si parlano tra loro nel segno del cambiamento epocale e di un tempo a venire dopo l’esperienza della crisi e del deserto.

Progetto realizzato grazie al contributo del bando Exhibit Program | Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Mostra realizzata con il contributo di:    

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Si ringrazia Leo France

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