Il Museo Novecento onora la Giornata della memoria con il progetto Il viaggio.

24 gennaio 2018

Sabato 27 gennaio

La mattina alle ore 11.00 conferenza in altana dal titolo Mario Mafai e Antonietta Räphael negli anni del regime con esposizione eccezionale di un’opera di Mario Mafai della serie Fantasie.

Il pomeriggio alle ore 15.30 lettura – installazione nel loggiato esterno. Un gruppo di studenti  del liceo Michelangelo leggono dal vivo Se questo è un uomo  di Primo Levi insieme al Direttore artistico del museo Sergio Risaliti e al regista Giovanni Micoli.

La conferenza Mario Mafai e Antonietta Räphael negli anni del regime, a cura di Elisabetta Stumpo (MUS.E, Dipartimento di mediazione), ripercorrerà la storia dei coniugi Mafai, colpiti nei modi più vari dagli abusi della dittatura, dalla demolizione della loro casa romana di via Cavour, alla necessità di nascondersi con tutta la famiglia all’indomani dell’emanazione delle leggi razziali. Una conferenza incentrata sulla vicenda artistica, mai come in questo caso strettamente legata alla vicenda personale della coppia e di tanti altri artisti accomunati dalle stesse sorti. L’incontro è inserito all’interno della Shoah dell’Arte, un progetto organizzato da ECAD e nato per porre l’accento sulla Shoah nella vita artistica del paese, valorizzando, all’interno di collezioni pubbliche e private, opere e artisti che durante il nazifascismo furono emarginati e perseguitati.

La lettura-installazione dedicata a Se questo è un uomo si svolgerà nel loggiato esterno del Museo, dove una targa ricorda il complesso delle ex Leopoldine come luogo della memoria di Firenze. Lì gli studenti del liceo Michelangelo leggeranno i capitoli del testo di Primo Levi, accompagnati dal regista Giovanni Micoli e dal direttore artistico del Museo Sergio Risaliti,  ideatore dell’iniziativa. Ognuno dei performer porterà applicata sul petto una stella di David, a memoria “del marchio” con cui venivano indicati gli ebrei nella Germania nazista. “Non possiamo dimenticare,” ha dichiarato Risaliti, “soprattutto oggi che intollerabili manifestazioni di rigurgito fascista e aberranti rimozioni emergono nelle nostre società democratiche. Esiste un’arte prima dell’olocausto e ne esiste una dopo. L’arte, la poesia sono sopravvissute assieme alla memoria. Il silenzio, cui faceva riferimento il grande filosofo Adorno,  ha ‘condannato’ gli artisti a dire l’orrore”.

Museo Novecento: un luogo della memoria

Una storia lunga quasi ottocento anni, quella del complesso delle ex Leopoldine, che tra i vari eventi e passaggi di consegne – da ricovero per i pellegrini a istituto per le giovani indigenti fino alla trasformazione in istituto scolastico nel secondo dopoguerra prima di essere convertito in museo – annovera una pagina buia, quella che negli anni tra il 1943 e il 1944, lo vede requisito dalle truppe germaniche di occupazione. All’interno della struttura furono reclusi e interrogati i lavoratori che aderirono allo sciopero del marzo 1944, indetto dal Comitato di Liberazione nazionale, 338 dei quali furono trascinati alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e deportati nel lager nazista di Mauthausen. Dei 338 deportati sopravvissero solo in 64.

L’associazione culturale La Stanza dell’Attore

L’associazione culturale La Stanza dell’Attore fondata da Giovanni Micoli nel 2009 a Firenze, nasce dalla volontà di dare veste istituzionale alle attività e alla passione per il teatro, all’insegnamento della recitazione e la scrittura di testi da mettere in scena e la produzione di video. In questi anni l’associazione ha collaborato con varie istituzioni private e pubbliche fra cui: Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Prato, Comune di Scandicci, Ospedale Pediatrico Meyer, Space S.p.A., Biblioteca delle Oblate, Giunti Editore e Giunti Progetti Educativi, Serre Torrigiani, Liceo Classico Michelangiolo e teatro Metastasio di Prato, Arval, Patrizia Pepe, Mus.e Firenze, Cesvot, Auser.

Organizzazione Mus.e. in collaborazione con Arterìa e La Stanza dell’Attore.

La partecipazione è gratuita. È escluso l’accesso al museo.
Info: Tel. 055-2768224 – 055-2768558, Mail: info@muse.comune.fi.it