PERCORSO

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6. Carlo Ludovico Ragghianti e il progetto MIAC

Nel novembre 1966 l’alluvione stravolge Firenze. Mentre le immagini degli angeli del fango fanno il giro del mondo e prende avvio il recupero del compromesso patrimonio artistico e librario, Carlo Ludovico Ragghianti lancia un appello per la costituzione di un Museo Internazionale di Arte Contemporanea che riposizioni Firenze oltre il “cabotaggio archeologico”. L’adesione di oltre duecento artisti, le cui opere vengono inizialmente riunite nella mostra Gli artisti per Firenze (1967), conferma la vivace attività cittadina, alimentata in precedenza da gallerie come La Vigna Nuova, Numero e Quadrante. A queste donazioni si aggiungeranno in seguito i lasciti di Corrado Cagli, Mirko Basaldella, Bruno Saetti e Aldo Salvadori.

Risalgono rispettivamente al 1982 e al 1979 le donazioni Bruno Saetti e Aldo Salvadori, ingenti lasciti qui ricordati da due esempi rappresentativi dell’attività dei due artisti. Dopo gli studi di pittura e tecnica di pittura murale, Saetti si afferma come frescante moderno dalla spiccata sensibilità cromatica, maturata dal confronto con i modelli italiani e francesi del suo tempo.

Gli esordi di Salvadori interessano la pratica dell’incisione, da cui prende avvio una ricerca pittorica votata allo studio dei grandi maestri italiani e sensibile alla lezione dell’Impressionismo e del post-impressionismo assimilata nei soggiorni parigini.