PERCORSO

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6. Carlo Ludovico Ragghianti e il progetto MIAC

Nel novembre 1966 l’alluvione stravolge Firenze. Mentre le immagini degli angeli del fango fanno il giro del mondo e prende avvio il recupero del compromesso patrimonio artistico e librario, Carlo Ludovico Ragghianti lancia un appello per la costituzione di un Museo Internazionale di Arte Contemporanea che riposizioni Firenze oltre il “cabotaggio archeologico”. L’adesione di oltre duecento artisti, le cui opere vengono inizialmente riunite nella mostra Gli artisti per Firenze (1967), conferma la vivace attività cittadina, alimentata in precedenza da gallerie come La Vigna Nuova, Numero e Quadrante. A queste donazioni si aggiungeranno in seguito i lasciti di Corrado Cagli, Mirko Basaldella, Bruno Saetti e Aldo Salvadori.

La raccolta di opere di Mirko Basaldella segue vicende analoghe al nucleo di Corrado Cagli. Viene infatti ridimensionata rispetto all’originario progetto di donazione a  seguito della revoca dell’accordo da parte della Fondazione Mirko per mancato riconoscimento giuridico. La vicinanza fra Basaldella e Cagli, amici e cognati, si riflette anche nel percorso artistico: dopo la formazione alla scuola di Arturo Martini, Mirko persegue una ricerca sempre caratterizzata dalla suggestione arcaica, interpretata in chiave ora figurativa ora astratta.