PERCORSO

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4. Contaminazioni artistiche tra musica, arti visive, comunicazione di massa, design e architettura

Gli anni Sessanta e Settanta sono animati da una grande vitalità ed anche da grandi contraddizioni. Carlo Ludovico Ragghianti progetta un “Museo Internazionale di Arte Contemporanea” che non vedrà la luce, mentre la ricerca artistica sperimenta ibridazioni trasgredendo i limiti di genere. Questo straordinario momento creativo investe diverse discipline, con l’istituzione della prima cattedra italiana di musica elettronica al Conservatorio fiorentino, le sperimentazioni musicali e performative, il legame con Fluxus, le ricerche dei poeti visivi e la nascita dell’Architettura Radicale.

Un fervente spirito critico, ora rivolto a contestare la definizione stessa di architettura e dei suoi tradizionali mezzi, origina i progetti degli architetti radicali. Nella visione di Superstudio, Archizoom, UFO, ZZiggurat e 9999 tutto può essere architettura e l’impegno dell’architetto, non più esclusivamente finalizzato a edificare, si rivolge alla società. La prima fase spregiudicatamente sperimentale dell’architettura radicale viene consacrata dalla mostra Italy: The New Italian Domestic Landscape, tenuta al MoMA di New York nel 1972.