PERCORSO

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14. Aggiornamenti sulle avanguardie internazionali

Nel 1909, anno di pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Marinetti, Ardengo Soffici firma per “La Voce” l’articolo L’Impressionismo e la pittura italiana. Di ritorno da Parigi, il pittore toscano promuove un rinnovamento della cultura artistica ispirato al modello di Cézanne e legato al recupero di soggetti tratti da un mondo arcaico. L’influenza della pittura francese da lui promossa è riscontrabile anche nel dinamismo futurista delle composizioni giovanili di  Baccio Maria Bacci, nell’acceso colorismo fauve di Ferruccio Ferrazzi, nelle visioni cubiste di Mario Nannini, così come nei paesaggi di ascendenza cézanianna di Severo Pozzati, vicini alle coeve esperienze di Braque e Picasso. Indiscusso protagonista del Futurismo fiorentino è anche il giovane Primo Conti che, ugualmente aggiornato sulel avanguardie internazionali, promuove una pittura volumetrica, sintetica e sperimentale. Tale varietà di sensibilità contraddistingue l’Avanguardia toscana: i futuristi fiorentini si allontanano progressivamente da quelli milanesi in una distanza che diverrà incolmabile dopo l’uscita, sulle pagine di Lacerba, dell’articolo Futurismo e Marinettismo (1914), in cui Soffici, Papini e Palazzeschi rivendicano l’autonomia e l’alterità della loro compagine.