PERCORSO

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10. Collezione Alberto Della Ragione

Coraggioso mecenate e raffinato collezionista, l’ingegnere navale Alberto Della Ragione inizia a dedicarsi all’arte alla fine degli anni Venti quando, ancor diffidente nei confronti del contemporaneo, acquista le prime opere ottocentesche. L’incontro sconvolgente con l’arte del suo tempo è suggellato dalla visita alla Quadriennale romana del 1931, quando decide di acquistare opere del Novecento: da allora la sua collezione cresce progressivamente, puntando soprattutto su giovani sperimentali trascurati dal mercato e dalla critica ufficiale del Regime. Considerata già negli anni Quaranta una delle più grandi raccolte d’arte contemporanea italiane, viene donata nel 1970 al Comune di Firenze.

 La riscoperta archeologica del mondo antico è una tendenza di cui sono interpreti molti artisti italiani fra la fine degli anni Venti e il decennio successivo. Il recupero dell’antichità nelle sue varie declinazioni (etrusca, romana, ma anche egizia e greca), rappresenta per Massimo Campigli, Marino Marini e Arturo Martini un’alternativa consapevole al dilagante monumentalismo di matrice classica, funzionale alla retorica di Regime. L’incontro fra mito e realtà consente loro di astrarre le figure, isolandole in uno spazio senza tempo, criticamente distante dal presente.